L'INCHIESTA

Falso ordigno a Bonanni: arrestati restano in carcere

La voce della telefonata anonima al Gip, era uno scherzo

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CHIETI.  Restano in carcere Davide Nunziato, 32 anni di Francavilla al Mare e Donato Colasante, 21 anni di Guardiagrele, arrestati dalla Squadra Mobile di Chieti in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale dell'Aquila Giuseppe Romano Gargarella su richiesta del pm Antonietta Picardi: per entrambi l'accusa principale è quella di minaccia aggravata da finalità di eversione dell'ordine democratico.
 Lo scorso 21 marzo avrebbero infatti collocato un finto ordigno, contenuto in una busta di cellophane e composto da un contenitore di plastica e bulloni di ferro avvolti da carta stagnola da cui fuoriusciva filo elettrico legato all'involucro con del nastro isolante, davanti al cancello d'ingresso dello stabile di Francavilla al Mare in cui trascorre alcuni periodi l'ex segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Colasante, che è rinchiuso nel carcere di Chieti ed è assistito dall'avvocato Graziano Benedetto, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di garanzia dinanzi al gip di Chieti Paolo Di Geronimo. Nunziato, rinchiuso nel carcere di Pescara e assistito dall'avvocato Giancarlo De Marco nell'interrogatorio dinanzi al gip Gianluca Sarandrea ha parlato di uno scherzo realizzato senza rendersi conto della conseguenze e dell'allarme che avrebbe potuto suscitare e che quelli utilizzati erano bulloni che intendeva gettare via. Fu proprio lui con una telefonata anonima ai carabinieri a segnalare la presenza dell'ordigno ma nei mesi successivi la sua voce è stata riconosciuta da un militare dell'Arma. Con lui è finita agli arresti domiciliari per cessione di stupefacenti e per false dichiarazioni in merito alla detenzione di alcune armi comuni da sparo la moglie, Valeria Di Stefano, 30 anni di Pescara.