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Gasdotto Sulmona: Regione abbandona tavolo tecnico Ministero

«Dalla Snam lettura superficiale della valle peligna»

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ROMA. «Di fronte ad una lettura che noi riteniamo equivoca e superficiale che la Snam ha dato del territorio della Valle Peligna, come rappresentanti politici e istituzionali della Regione Abruzzo, non potevamo far finta di niente».
E’ fermo il vicepresidente Giovanni Lolli al termine della riunione tecnica convocata dal ministero dello Sviluppo economico per discutere il percorso del gasdotto Sulmona-Foligno.
La delegazione istituzionale della Regione ha deciso di abbandonare l’incontro prima della fine.
«Definire Sulmona e la Valle Peligna zone marginali, ai piedi di una catena montuosa - sottolinea il vicepresidente - ci ha dato l'impressione di una società che non conoscere il territorio. Su quel territorio, invece è il caso di ricordare, la Giunta regionale ha fatto precise scelte politiche avendo intenzione di investire per lo sviluppo culturale, ambientale e monumentale dell'area ed è per questo motivo che, in accordo con la delegazione, abbiamo deciso di abbandonare i lavori perché non c'erano più le condizioni per andare avanti».
Di fronte all'uscita della delegazione abruzzese, il viceministro Claudio De Vincenti ha chiuso la riunione rinviando la decisione alla Conferenza di servizi che dovrebbe tenersi il prossimo 8 ottobre. Con il vicepresidente Lolli al tavolo tecnico c'erano il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, e l'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca.
«Mi ha sorpreso - rimarca Lolli non entrando nei dettagli - l'atteggiamento di alcuni direttori generali dei Ministeri presenti che anziché soffermarsi su questioni di carattere tecnico si sono lasciati andare a dichiarazioni che hanno debordato dal ruolo che ricoprono».
Dal canto suo, l'assessore all'Ambiente Mario Mazzocca ha aggiunto che la Regione «continuerà con l'attività amministrativa finalizzata a cancellare la Conferenza di servizi. Va in ogni caso interrotto il procedimento amministrativo e nelle more individuare soluzioni alternative. Faremo - ha concluso Mazzocca - i nostri atti nelle prossime ore».
La Regione resta ferma sulla proprio posizione, ovvero chiedere un percorso alternativo dell’infrastruttura.

«ANNULLARE LA CONFERENZA DEI SERVIZI DELL’8 OTTOBRE»
«L'obiettivo resta l'annullamento della Conferenza di Servizi dell'8 ottobre», sottolineano i comitati cittadini di Sulmona che si oppongono al progetto della Snam.
Nell'incontro di ieri la Regione si è presentata al gran completo: il presidente D'Alfonso, il vice Lolli, l'assessore all'Ambiente Mario Mazzocca e un funzionario regionale. Presente anche il sindaco di Sulmona Peppino Ranalli, che aveva protestato per l'esclusione ed era stato invitato all'ultimo momento.
«In apertura del "tavolo" è andato in onda un film già visto», rivelano i comitati, «la Snam e De Vincenti, in simbiosi, hanno subito chiuso le porte ad ogni approfondimento circa localizzazioni alternative sia alla  centrale di compressione che al metanodotto: per il Governo e la multinazionale del gas la soluzione "ottimale" resta quella di Case Pente».
Quando il sito prescelto è stato descritto come una sorta di periferia circondata da anonime montagne, il presidente D'Alfonso è insorto ricordando che la Valle Peligna non può essere dipinta come una landa desolata ma che, al contrario, è un'area di grande valenza ambientale, paesaggistica, storica e culturale e la Regione non può permettere che  venga deturpata e compromessa dalla centrale di compressione perché su questo comprensorio la Regione intende investire con progetti di valorizzazione della sua vocazione naturale che confliggono totalmente con gli impianti che la Snam vuole imporre al nostro territorio.
«E' evidente che non ha alcun senso un "tavolo" su cui pesa la scure della Conferenza di Servizi che resta convocata per l'8 ottobre», continuano i comitati. «Procedere in totale subalternità ai "desiderata" della Snam, significa tradire le basi stesse della nostra democrazia che ha la sua legittimazione non in un potere cieco e arrogante, ma nelle Istituzioni liberamente elette dai cittadini le quali ripetutamente hanno espresso il loro motivato diniego al devastante e pericoloso progetto della Snam».