SANITA' E POLITICA

Ticket sanitari, Paolucci: «trovati 31 milioni per la compartecipazione»

4 milioni per il 2014, 15 per il 2015 e 12 per il 2016

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ABRUZZO. I decreti del Commissario alla sanità regionale Luciano D’Alfonso sui ticket sanitari che entreranno in vigore mercoledì primo ottobre non verranno ritirati, ma la Regione è riuscita a reperire nel bilancio le risorse necessarie affinché la compartecipazione non gravi sulle tasche dei cittadini abruzzesi.
Dal primo ottobre, infatti, verrà introdotta in Abruzzo una quota di compartecipazione a carico degli utenti che si rivolgono a strutture di riabilitazione, sia per patologie riferite a malati fisici o psichici che anziani non autosufficienti. Un ticket che da settimane sta facendo discutere perché destinato a pesare non poco su famiglie che già sopportano sulle loro spalle un carico non indifferente di difficoltà economiche e psicologiche difficile da sostenere, specie in un momento di crisi che in Abruzzo ancora morde sulla popolazione.
Oggi l’annuncio dei capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale: «abbiamo trovato i soldi». Una dichiarazione che arriva alla vigilia della seduta straordinaria di martedì in cui l’intera opposizione tornerà a chiedere la revoca immediata dei provvedimenti.
Provvedimenti che, ha rimarcato l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, sono dettati da una legge nazionale del 2001, «a cui la Regione Abruzzo non ha mai adempiuto. E che sono propedeutici per l’uscita dal commissariamento della sanità». Per l’anno in corso i fondi disponibili ammontano a 4 milioni di euro, che diventeranno 15 nel 2015 e 12 nel 2016, con un preciso impegno che sarà contenuto anche nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria.
Domani in aula la maggioranza presenterà sia una risoluzione su questo argomento, che un progetto di legge sull’istituzione del Fondo da destinare ai Comuni per la compartecipazione, mentre in serata in Giunta verrà esaminato il disciplinare.

DUE SOGLIE DI REDDITO
Sono state individuate due soglie di reddito Isee per la copertura totale delle prestazioni riabilitative: 13mila euro per gli adulti (in questo caso il riferimento è al reddito del singolo destinatario) e 26mila per i minori (per i quali fa fede, ovviamente, il reddito del nucleo familiare).
Il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Mario Olivieri, ha ribadito l’importanza del provvedimento, sottolineando come «la priorità del Governo regionale deve essere quella di uscire dal commissariamento della sanità».

«VOGLIAMO VEDERE IL REGOLAMENTO»
«Apprendiamo finalmente che c’è un regolamento, ma vorremmo capire se e come è possibile visionarlo, visto che a 24 ore dalla prossima seduta del Consiglio regionale non ne conosciamo i contenuti, con chi si sono confrontati e soprattutto con chi hanno discusso per la stesura del documento», chiedono il presidente della Commissione Vigilanza del Consiglio regionale Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri.
«Qualcosa – proseguono Febbo e Sospiri - sembra muoversi. Ci si è resi conto che c’è bisogno quantomeno di un regolamento per l’applicazione di un ticket iniquo, che colpisce le fasce più deboli, su cui comunque Forza Italia ribadisce la propria assoluta contrarietà».

Gli eventuali fondi necessari per la copertura – secondo i consiglieri regionali di Forza Italia - potrebbero essere reperiti nelle maglie di un bilancio della sanità (di oltre 2 miliardi e 350 milioni) «che è stato risanato: risultato che abbiamo centrato riuscendo a evitare anche l’istituzione del ticket».
Secondo la minoranza «è quanto mai errato andare a utilizzare, così come ha dichiarato l’assessore Paolucci, delle risorse dal Bilancio regionale che invece dovrebbero essere destinate ad altre emergenze che interessano la nostra regione».
Prima dell’adozione del provvedimento il centrodestra chiede di ultimare il piano di riconversione delle strutture riabilitative e quindi adeguare la rete assistenziale.
«Un lavoro che, nel corso della precedente amministrazione di centrodestra, era quasi ultimato», assicurano Sospiri e Febbo. «E’ doveroso ricordare che l’Abruzzo uscirà dal commissariamento solo quando riequilibrerà con gli standard nazionali i posti letto richiesti per l’assistenza residenziale per anziani, che oggi sono la metà di quelli richiesti, e ridurrà i posti letto della riabilitazione (che sono il triplo). Quindi è quanto mai inutile introdurre il ticket prima che si concluda l’adeguamento della rete assistenziale. Inoltre, l’introduzione del ticket è inappropriata, se si considera che il 30 novembre prossimo il Patto per la Salute apporterà modifiche ed integrazioni alla quota di compartecipazione».