CONTI E TASSE

Comune Pescara, il centrodestra dà lezioni al sindaco: «ecco come ridurre le spese»

L'assessore: «non accettiamo consigli da loro»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2336




PESCARA. Non si placa la polemica, a Pescara, sull'aumento delle tasse deciso dal Comune.
Staccandosi dal resto dell'opposizione - cioe' dal M5S - e dalla maggioranza, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per parlare dell'accordo raggiunto sull'Irpef,
Pescara futura, Ncd e Forza Italia hanno specificato oggi la propria posizione, contestando le strategie seguite dal centrosinistra.
«Nelle scorse settimane, quando abbiamo proposto il taglio delle spese, ci hanno risposto che non si poteva neppure pensare di tagliare fino a due milioni mentre ora sono arrivati a 4», ha detto Guerino Testa (Ncd).
«A quanto pare - ha aggiunto - non hanno capito bene i meccanismi della macchina amministrativa e fino ad ora hanno svolto una attività superficiale, di tipo commissariale, che stigmatizziamo in tutti i suoi aspetti, avendo azionato al massimo la leva fiscale. Faccio notare che molti comuni, come riportava ieri Il Sole 24 ore, hanno applicato una aliquota Tasi più bassa rispetto a Pescara e voglio anche ricordare che la battaglia sull'addizionale dell'Irpef l'abbiamo portata noi in aula molti anni fa. Speriamo per il futuro che ci sia un'attenzione sulla valorizzazione del patrimonio e suggeriamo di valutare se si può limare qualcosa in riferimento alla circolare della Cassa depositi e prestiti relativa alla rimodulazione dei mutui», che ammontano a 150 milioni di euro. 

Altre indicazioni sono arrivate da Marcello Antonelli (Forza Italia) ma non sono mancate le critiche, ad esempio «per il ritardo con cui si è andati al blocco degli impegni di spesa. Andava fatto a giugno, appena chiusa l'attività di rendicontazione, e invece è stato fatto a settembre dal nuovo dirigente. L'obiettivo del prossimo anno lo chiamiamo 'obiettivo 99', cioè tagliare ulteriormente la spesa, senza toccare i servizi, da 101 milioni a 99 milioni, evitando di aumentare le tasse».
Il centrodestra ha poi sollecitato interventi sul patrimonio, una diversa gestione delle strutture comunali come gli impianti sportivi, chiede di mettere in piedi una fondazione che si occupi della gestione dei musei, e invita a reinvestire sull'urbanistica per determinare nuove entrate con la Bucalossi.
Da superare, poi, sempre secondo la minoranza azzurra, la fase di sperimentazione per la gestione di asili e scuole materne attraverso l'esternalizzazione, «che consentirebbe un risparmio di 500mila euro, senza abbassare la qualità dei servizi offerti».
Antonelli ha anche sottolineato che il taglio delle indennità degli assessori «è solo di 20mila euro, somma molto lontana dai 4 milioni di euro recuperati».
Non è mancata una critica ai sindacati che sono scesi in piazza solo oggi «quando il consiglio comunale ha già deliberato tutto». Una proposta anche da Fabrizio Rapposelli (Fi): «lavorare all'accorpamento degli spazi negli istituti comprensivi, per risparmiare sulle spese, eliminando le aree non utilizzate».

LA PROTESTA DEI SINDACATI
Ed infatti stamattina i sindacati, compresi quelli dei sindacati, sono scesi in piazza perché non approvano la manovra fiscale del comune di Pescara.
Prima la manifestazione si e' concentrata in piazza Italia, sotto al municipio, e poi si è spostata nella sala del consiglio comunale dove hanno preso la parola i rappresentanti dei sindacati e quindi è intervenuto il sindaco Marco Alessandrini, alla presenza del presidente del Consiglio Antonio Blasioli.
Particolarmente duro Paolo Castellucci, segretario dello Spi Cgil, che ha parlato delle difficoltà dei 30mila pensionati pescaresi, di cui 24mila non arrivano a mille euro al mese.
«Capisco tutte le difficoltà che può avere un Comune - ha detto - ma non accetto che siamo arrivati per la prima volta in dieci anni a non fare un accordo con il Comune, con una giunta di centrosinistra, se si considera che questo è stato il primo Comune ad aprire la contrattazione sociale e a mettere la soglia di esenzione piu' alta, negli anni scorsi. Il confronto con questa giunta ce lo siamo dovuti conquistare», ha aggiunto polemicamente.
«E non accettiamo - ha proseguito - che paghi di più chi ha redditi catastali più bassi mentre prima queste persone non pagavano perchè c'erano le detrazioni».
Per Umberto Coccia, segretario della Cisl, sono arrivati solo «piccoli segnali, ma insufficienti», dopo che i sindacati hanno sollevato la polemica e annunciato la manifestazione anti-tasse, poi sospesa e quindi riproposta per oggi. «Da un lato bisogna avere come stella polare il risanamento e dall'altra difendere le fasce più deboli», ha detto rivolgendosi al sindaco e ricordando che nei prossimi giorni si aprirà il confronto sul bilancio 2015.
Per Emilia Di Nicola, segretaria della Cgil, «il risanamento non si può fare sulle spalle di chi ha sempre pagato le imposte. E' opportuno innalzare le soglie Isee e pensare ad una rimodulazione progressiva dell'Irpef. Ci auguriamo - ha detto ad Alessandrini - che per il prossimo bilancio si apra un vero tavolo di concertazione e mettiamo un paletto sui servizi a domanda individuale, perche' si annunciano dei tagli, ma vogliamo ragionare anche di questo».
«Nessuno compie scelte così dure, manovre così drastiche, a cuor leggero - ha replicato il sindaco -. Non c'erano alternative a questa manovra così impopolare; il Comune viaggia sull'orlo del default. L'ente - ha ribadito il primo cittadino - ha una grave crisi di liquidità e c'è il rischio di arrivare a fine anno senza un soldo per far camminare la macchina». 

SAMMASSIMO: «NON ACCETTIAMO CONSIGLI DA LORO»
«Dopo il danno di aver provocato la disastrosa situazione economico-finanziaria anche la beffa di proporsi come “abili” suggeritori di politiche economiche e finanziarie alla vigilia della catastrofe. Ci dispiace, ma siamo restii a prendere lezioni di politica amministrativa da chi negli ultimi cinque anni ha dato prova di ben altre doti a riguardo».
Così l’assessore al Bilancio Bruna Sammassimo rifiuta ‘l’aiutino’ del centrodestra. 
«Le soluzioni che ci vengono a proporre i consiglieri Testa, Antonelli e gli altri, sono contenute nel DUP e saranno infatti la base del bilancio 2015, peccato, però, che costoro abbiano appreso solo ora cose che potevano fare quando erano classe dirigente. Se le avessero studiate prima avrebbero potuto persino evitare di portare la città al predissesto.  Evidentemente hanno scambiato la linea mite del sindaco nel voler coinvolgere tutto il Consiglio Comunale nelle scelte fondamentali della città, come segno di debolezza e non di democrazia partecipata qual è. Invece, senza mai volersi prendere responsabilità scomode, tanto che non li abbiamo visti votare nemmeno il proprio rendiconto 2013 in Consiglio Comunale, si sono però sentiti in dovere di lanciare moniti e suggerimenti ora, che il dado è tratto e dopo che il lavoro più grosso e ingombrante è stato compiuto. Tasse e tributi compresi. Comodo proporsi come salvatori della patria, proponendo tagli, rinvii e politiche simili a quelle operate negli anni precedenti, che hanno determinato il tracollo delle finanze comunali e che, peggio, possono essere prese in considerazione solo per il 2015, come la rimodulazione dei mutui che suggerisce persino Guerino Testa.  Se proprio non possono fare a meno di dare risposte, in questo momento storico: spiegassero allora alla città come sono riusciti a produrre un disavanzo di 4.200.000 di euro nel 2013, o perché l'ex Amministrazione Mascia è ricorsa per la prima volta nella storia del Comune ad anticipazioni di cassa per quasi 30 milioni di euro,  o anche perché i residui attivi e passivi del Comune oggi rappresentano un macigno sulla stabilità economica dell'Ente».
SAMMASSIMO: «NON ACCETTIAMO CONSIGLI DA LORO»
«Dopo il danno di aver provocato la disastrosa situazione economico-finanziaria anche la beffa di proporsi come “abili” suggeritori di politiche economiche e finanziarie alla vigilia della catastrofe. Ci dispiace, ma siamo restii a prendere lezioni di politica amministrativa da chi negli ultimi cinque anni ha dato prova di ben altre doti a riguardo».Così l’assessore al Bilancio Bruna Sammassimo rifiuta ‘l’aiutino’ del centrodestra. «Le soluzioni che ci vengono a proporre i consiglieri Testa, Antonelli e gli altri, sono contenute nel DUP e saranno infatti la base del bilancio 2015, peccato, però, che costoro abbiano appreso solo ora cose che potevano fare quando erano classe dirigente. Se le avessero studiate prima avrebbero potuto persino evitare di portare la città al predissesto.  Evidentemente hanno scambiato la linea mite del sindaco nel voler coinvolgere tutto il Consiglio Comunale nelle scelte fondamentali della città, come segno di debolezza e non di democrazia partecipata qual è. Invece, senza mai volersi prendere responsabilità scomode, tanto che non li abbiamo visti votare nemmeno il proprio rendiconto 2013 in Consiglio Comunale, si sono però sentiti in dovere di lanciare moniti e suggerimenti ora, che il dado è tratto e dopo che il lavoro più grosso e ingombrante è stato compiuto. Tasse e tributi compresi. Comodo proporsi come salvatori della patria, proponendo tagli, rinvii e politiche simili a quelle operate negli anni precedenti, che hanno determinato il tracollo delle finanze comunali e che, peggio, possono essere prese in considerazione solo per il 2015, come la rimodulazione dei mutui che suggerisce persino Guerino Testa.  Se proprio non possono fare a meno di dare risposte, in questo momento storico: spiegassero allora alla città come sono riusciti a produrre un disavanzo di 4.200.000 di euro nel 2013, o perché l'ex Amministrazione Mascia è ricorsa per la prima volta nella storia del Comune ad anticipazioni di cassa per quasi 30 milioni di euro,  o anche perché i residui attivi e passivi del Comune oggi rappresentano un macigno sulla stabilità economica dell'Ente».