ABRUZZO-MONDO

Ambasciatori d’Abruzzo, D’Alfonso: «cinque esempi da emulare»

Ieri pomeriggio sono stati consegnati i riconoscimenti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2265




SULMONA. L’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, il direttore delle risorse umane e organizzativo di Bosch Italia Roberto Zecchino, la docente di matematica della California State University Maria Rita D'Orsogna, l’economista Dominick Salvatore e Antonio Reggi, giudice di pace in Australia.
Sono i 5 “Ambasciatori d’Abruzzo nel mondo”, a cui il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha conferito giovedì pomeriggio l’onorificenza nel corso della cerimonia che si è svolta a Sulmona. Erano assenti la D’Orsogna e Salvatore , rimasti negli Stati Uniti per impegni precedentemente assunti e che riceveranno il riconoscimento appena rientreranno in Italia.
Per la D’Orsogna ha ritirato il premio il papà Filippo e la professoressa ha comunque registrato un video di ringraziamenti pubblicato on line con il quale ha spazzato via le polemiche degli ultimi giorni quando il presidente Di Pangrazio ha sottolineato che la docente non è stata premiata per il suo impegno anti trivelle. D’Orsogna ha parlato comunque della sua battaglia ambientalista «mi ha fatto scoprire quanto io sia forte, quanto sia testarda, che ho una energia e una forza che non sapevo di avere. Ho difeso questa regione con passione, è stata una avventura che non era necessario che io facessi, non era una cosa per me stessa. L’ho sentito come un dovere morale e un impegno sociale. Non era giusto che l’Eni arrivasse e distruggesse le campagne intorno ad Ortona per metterci il suo desolforatore. L’Abruzzo è stato salvato dalle trivelle tante volte», ha aggiunto D’Orsogna, «e siamo diventati una guida per l’Italia per dimostrare su come si combatte ma dobbiamo fare ancora molto di più, gli attacchi si stanno intensificando». «Maria Rita», commenta Sara Marcozzi del M5s che ha proposto il suo nominativo, «non é solo una donna straordinaria, una stimata professionista e competente ricercatrice, é un esempio di amore nei confronti della propria terra d'origine. Amore più volte dimostrato con le sue coraggiose denunce contro la petrolizzazione selvaggia delle coste e dei territori abruzzesi. Pensiamo a Ombrina Mare e alla battaglia che oggi, assieme al M5S, continua contro Elsa».

D’ALFONSO: «CINQUE SIMBOLI DA EMULARE»
Un piatto in ceramica e la famosa Presentosa di Scanno sono stati i simboli che l'Abruzzo ha dato ai suoi nuovi cinque "ambasciatori".
«La forza di questa regione - ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso - sta anche e soprattutto nelle tante personalità, uomini e donne, disseminate nel mondo che contribuiscono alla crescita di un Paese in base alla forza del loro progetto».
Secondo D'Alfonso i nuovi cinque ambasciatori «sono simboli da emulare per le prossime generazioni e devono rappresentare più di tutto la testimonianza che ce la si può fare senza partire da posizioni di forza, ma avendo nel proprio bagaglio la forza di un progetto».
D'Alfonso ha poi voluto porre l'accento su un dato: «nel mondo sono stati censiti un milione 730 mila abruzzesi. Vi do questo numero - ha detto - per ricordare quante generazioni di abruzzesi si siano sedimentante nel tempo in tutto il mondo. La nostra è una storia di allontanamenti, ma in futuro potrebbe diventare la storia di una regione che chiama sul proprio territorio milioni e milioni di pensionati americani, vogliosi di conoscere quell'Abruzzo raccontato dai nostri concittadini all'estero». L'assessore Donato Di Matteo, da sempre vicino alle associazioni di emigranti abruzzesi nel mondo, ha sottolineato la «necessità di stare vicino con politiche di sostegno a tutte quelle comunità che rappresentano una forza non solo per il Paese nel quale vivono e per il quale lavorano, ma anche per l'Abruzzo che dalla loro esperienza può raccogliere le energie necessarie per crescere»

Per Di Pangrazio. «questo riconoscimento esprime proprio la volontà del Consiglio regionale ad alimentare l’identità regionale, attraverso una iniziativa che ci racconti chi siamo, quali sono le nostre radici e quale e quanta forza e capacità di affermarsi può avere l’abruzzese. Coltivare la memoria è importantissimo e vitale sia a livello individuale, sia di collettività. Ma la memoria non può essere soltanto conservazione».
Di Pangrazio ha spiegato che i 5 ambasciatori sono «personalità diverse tra loro per età, sesso, ambiti di lavoro e studio, ma accomunati da uno stesso percorso identitario, da uguali radici e tradizioni. Sono donne e uomini che hanno tatuato nel loro cuore l’azzurro del mare Adriatico, il bianco delle nostre maestose montagne e il verde delle nostre splendide colline».