CACCIATORI

Orso ucciso, associazione cacciatori: «chi ha ucciso l’animale sia punito»

«Ha causato ombre ingiuste sulla nostra categoria»

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ABRUZZO. L’Arci Caccia condanna «senza concedere alcun alibi» l’autore dell’uccisione dell’orso a Pettorano Sul Gizio.
Ieri, ad otto giorni dal rinvenimento in Abruzzo della carcassa dell’animale, è arrivata la svolta. A. C., 61 anni, si è assunto la responsabilità di aver cagionato la morte del plantigrado ucciso con una fucilata.
L’uomo ha raccontato che i colpi gli sarebbero partiti accidentalmente e che non aveva alcuna intenzione di uccidere l’orso.
«Sono uscito con il fucile per difendere la mia famiglia poi quando mi sono trovato davanti l'orso ho avuto paura e indietreggiando mi è partito un colpo. Non pensavo di averlo colpito poi quando lo hanno ritrovato ho capito che il colpevole ero io».
I cacciatori però sono fermi e si impegnano «ad adottare ogni iniziativa affinchè l’autore sia punito anche per i danni materiali e morali, per le ombre “ingiuste” che, con l’uso del “fucile”, ha fatto ricadere sui praticanti l’attività venatoria, un “popolo” che esercita questa passione nel rispetto delle leggi, della natura, dell’agricoltura, delle specie e che “odia” i delinquenti bracconieri. Siamo i primi a sentire il dovere che sia accuratamente conservato il patrimonio faunistico che tutti noi abbiamo in consegna dalle future generazioni».
«Abbiamo condiviso», ricorda l’Arci Caccia, «l’adesione di tutte le associazioni Venatorie al “Protocollo per la tutela dell’Orso Bruno Marsicano” e le conseguenze recepite nel Calendario Venatorio dalla Regione per l’“apertura” nelle aree di tutela confinanti con il Parco, della caccia al cinghiale dal 1° novembre che auspichiamo vengano accolte anche dalla Regione Molise. Il Calendario Venatorio, nella sua stesura definitiva ha raccolto alcune note critiche superando le incostituzionali precedenti proposte per i tempi di caccia alla Beccaccia. Tutto si può migliorare, anche il “calendario” e, per questo, è fondamentale, sul Piano Faunistico nuovo, un’ampia discussione e il coinvolgimento di tutte le categorie interessate per costruire soluzioni condivise come prevede il “Tavolo” di lavoro nazionale (Legambiente, FIdC, Arci Caccia e Anuu Migratoristi)».
L’associazione si augura che la politica voglia «liberarsi da faccendieri venatori per curare gli interessi dei cittadini impegnando le risorse pubbliche per conservare e produrre fauna sul territorio, salvaguardare gli ambienti che ospitano i cacciatori e il lavoro dei produttori agricoli, cui va il nostro ringraziamento».