L'INTERVENTO

Processo Bussi: incursione di D’Alfonso. Sentenza entro fine anno

Il presidente chiederà di poter parlare durante il dibattimento

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CHIETI. C’era anche il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, questa mattina nell’aula della Corte d’Assise di Chieti, dove dopo 5 mesi di stop è ripartito il processo sulle discariche di Bussi.
«Stiamo facendo un lavoro di grande utilità per l'emersione della verità e per l'emersione dei dati oggettivi della verità», ha detto ai giornalisti presenti quando è uscito dall’aula.
«Noi vogliamo una sentenza giusta e vera che sia riferita al passato e sia riferita anche al futuro».
La Regione Abruzzo si è costituita parte civile ma «al di là di questo aspetto», ha detto D’Alfonso, «abbiamo la responsabilità di concorrere all'accertamento della verità. Tanto è vero - ha proseguito - che abbiamo chiesto all'Agenzia Sanitaria Regionale, alle Asl ed ai medici di famiglia di quell'area di incrociare i dati scientifici in loro possesso perchè vogliamo che si colgano tutte le ripetitività epidemiologiche».
Entro fine mese sul tavolo del governatore dovrebbero arrivare le risposte che potrebbero rivelarsi determinanti per dimostrare i danni causati dall’inquinamento, un elemento importante per l’accusa e una sorta di ‘sciagura’ per le difese.
Rispetto alla rilevanza dell'esito di questo processo, il presidente della Giunta regionale ha, inoltre, evidenziato che «si tratta di uno snodo fondamentale sia in relazione al passato per le possibili azioni di risarcimento sia per il futuro come rieducazione degli stili di vita dei singoli e delle collettività».
Erano presenti in aula, tra gli altri, anche l'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca, ed il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale, Amedeo Budassi.
«È la prima volta che sono qui», ha sottolineato D’Alfonso, «non solo per la mia persona fisica ma credo che sia la prima volta anche per la persona giuridica della regione».

In merito alla richiesta di una sentenza giusta D'Alfonso ha precisato: «per il passato alla ricerca di una reazione giusta nel contesto normativo del meccanismo procedimentale che accerta la verità, per il futuro vogliamo che non si verifichino mai più fatti e fattori che determinino questa condizione di rovina del creato».
D’Alfonso ha spiegato che oggi non sono stati depositati atti, «ma c'è una scorrevolezza di rapporti con l'avvocatura e con le altre amministrazioni che fanno parte sia della Regione che dello Stato. Quello che è certo è che noi vogliamo garantire la massima serenità anche fornendo dati e chiederò anche se è possibile esporre la posizione del presidente della Regione in ragione della Regione».
Il presidente ha chiarito che lo chiederà, per vedere se questo tecnicamente è sostenibile, sia all'avvocato generale dello Stato che rappresenta la regione, «ma anche al mio ufficio legale. Voglio capire se è prevedibile che parli anche il presidente della Regione».
«La comunità di Bussi - ha spiegato poi il governatore- ma anche la comunità della Vallata del Pescara è una comunità che si ritrova con due fattori di meno: c'è un fattore di meno dal punto di vista della salubrità ambientale, nell'igiene e della vivibilità ambientale rilevano tutti e c'è una straordinaria difficoltà impeditiva nei confronti anche dell'arrivo di investitori. Ogni investitore che deve arrivare si pone il problema del che c'è sotto e quanto dura quello che c'è sotto, dove arriva, quanto è grande quello che c'è sotto, quanto è problematico, quanto è difficoltoso da immaginare come base di recupero e anche di ripristino. Tutto quanto questo - ha sottolineato - costituisce una difficoltà anche per chi fa governo attivo e io sono in rappresentanza di un governo attivo che rappresenta gli interessi esponenziali della comunità».

 

ENTRO NATALE LA SENTENZA
Nel corso dell'udienza, che è durata circa trenta minuti, è stato fissato il calendario. La vicenda conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale doloso. 
Per quanto riguarda il calendario, il 2 e il 3 ottobre è prevista la requisitoria dei pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini. Le parti civili parleranno il 10 e il 17 ottobre, mentre le difese il 24 e il 31 ottobre e poi il 7, il 14 il 21 e il 28 novembre. 
Le repliche si terranno il 5 e il 12 dicembre. Inoltre, le udienze fissate che non si terranno saranno recuperate il giovedì o il sabato. Entro Natale, quindi, dovrebbe esserci la sentenza, anche perchè il giudice a latere è stato trasferito in Cassazione e dunque il processo deve concludersi per consentire l'operatività del trasferimento. 
«Finalmente - ha commentato Tommaso Navarra, l'avvocato del WWF e di Legambiente, parti civili nel processo - le associazioni si sono sentite meno sole: la presenza del governatore D'Alfonso non aggiunge nulla sul piano tecnico ma garantisce che l'esito di verità del processo, attraverso la sentenza, avrà la giusta attenzione da parte della politica nel valutare tempi e modi, nonchè reperire le risorse per la bonifica che e' il vero punto centrale della vicenda Bussi. La presenza del governatore - ha concluso Navarra - supera il silenzio assordante della precedente amministrazione».
ENTRO NATALE LA SENTENZA

 

Nel corso dell'udienza, che è durata circa trenta minuti, è stato fissato il calendario. La vicenda conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale doloso. Per quanto riguarda il calendario, il 2 e il 3 ottobre è prevista la requisitoria dei pm Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini. Le parti civili parleranno il 10 e il 17 ottobre, mentre le difese il 24 e il 31 ottobre e poi il 7, il 14 il 21 e il 28 novembre. Le repliche si terranno il 5 e il 12 dicembre. Inoltre, le udienze fissate che non si terranno saranno recuperate il giovedì o il sabato. Entro Natale, quindi, dovrebbe esserci la sentenza, anche perchè il giudice a latere è stato trasferito in Cassazione e dunque il processo deve concludersi per consentire l'operatività del trasferimento. «Finalmente - ha commentato Tommaso Navarra, l'avvocato del WWF e di Legambiente, parti civili nel processo - le associazioni si sono sentite meno sole: la presenza del governatore D'Alfonso non aggiunge nulla sul piano tecnico ma garantisce che l'esito di verità del processo, attraverso la sentenza, avrà la giusta attenzione da parte della politica nel valutare tempi e modi, nonchè reperire le risorse per la bonifica che e' il vero punto centrale della vicenda Bussi. La presenza del governatore - ha concluso Navarra - supera il silenzio assordante della precedente amministrazione».