TERREMOTI

L’Aquila, la proposta di Cialente: «tagliamo tutti i balconi»

Secondo i tecnici non può essere solo un problema di infiltrazioni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3687




L’AQUILA. «Se i controlli dovessero dimostrare che anche altri balconi balconi in legno sono indeboliti dalle infiltrazioni d'acqua come quello crollato l'altro ieri, allora dovremo considerare come soluzione quella di tagliare i balconi».
Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sulla vicenda del crollo del balcone in legno dal secondo al primo piano in un alloggio antisimico di Cese di Preturo, una delle 19 new town costruite subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009 per dare un tetto sicuro a migliaia di aquilani rimasti senza casa.
Il taglio dei balconi per riparare il difetto strutturale sarà preso in considerazione al termine dei controlli che si stanno effettuando nei cinque insediamenti nei quali ha operato il raggruppamento temporaneo di imprese tra Iter le imprese napoletane Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa, che non esistono più essendo stati inglobate da altre imprese. In tutto, secondo quanto si è appreso, un centinaio di appartamenti. Intanto, vanno avanti le indagini della procura della repubblica dell'Aquila attraverso il personale del comando provinciale e della sezione di polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dell'Aquila che ieri ha sequestrato il balcone crollato.
Intanto, spuntano fuori dei particolari di un certo rilievo rispetto alla natura del difetto di costruzione: secondo alcuni tecnici, il legno non può deteriorarsi con le infiltrazioni dopo soli cinque anni, si tratta invece di un difetto di costruzione di un elemento strutturale quale è da considerarsi il balcone, sui quali non a caso di fanno prove di carico.
Parlando di sicurezza, neanche ieri il comune dell'Aquila ha ricevuto richieste di sgombero segno che le famiglie alloggiate a Cese e negli altri quattro siti di Arischia, Sassa, Coppito e Collebrincioni hanno scelto di rimanere attenendosi alla ordinanza del Comune dell'Aquila di evitare di uscire sui balconi per non appesantirli.
Intanto sempre ieri la giunta Cialente ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico, con il Governo e con il Dipartimento di Protezione civile, sulla situazione del progetto Case.
L’esecutivo ha inoltre stabilito di avviare ulteriori verifiche strutturali sull’intero complesso Case, ai fini di accertarne la consistenza e le modalità di realizzazione, di rivalersi, in merito a qualunque falla in fase di progettazione o di realizzazione delle strutture, sulle polizze fideiussorie a suo tempo sottoscritte per obbligo di legge e pertanto dotate di copertura anche laddove la ditta esecutrice fosse nel frattempo fallita, e di procedere, infine, con delle denunce penali in merito a quanto accaduto e ad altri analoghi episodi verificatisi in fasi antecedenti.
«Il tavolo tecnico con Governo e Protezione civile che, a suo tempo, promossero la realizzazione del progetto Case – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente - è necessario per poter avviare verifiche complessive sia in merito allo stato e alla tenuta delle strutture, sia all’accertamento di responsabilità, sia, infine, al reperimento del necessario sostegno tecnico e logistico rispetto ad un lavoro non da poco. È evidente che, intanto, in relazione alle falle già rilevate in passato e a quelle che dovessero emergere, ci avvarremo delle polizze fideiussorie, che ci sono, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, e del resto erano obbligatorie per legge. La giunta intende inoltre procedere, una volta acquisiti gli atti e la documentazione necessaria dalla Protezione civile, con delle denunce formali in merito a questi fatti e ad altri verificatisi nel tempo, perché è giusto e doveroso che chi ha sbagliato paghi in tutte le sedi opportune. Nel frattempo – ha concluso Cialente - la nostra principale preoccupazione è garantire, con opportune verifiche e perizie tecniche, la tenuta del complesso, a tutela dell’incolumità dei cittadini e cercando di arrecare loro meno disagi possibili».