INFANTICIDIO

Abruzzo. Bimbo ucciso, padre davanti al gip: «una mano sul naso e l’altra sulla bocca»

«Il ricordo di quella notte è lucido fino ad un certo punto»

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L’AQUILA. Con una mano ha chiuso il naso del piccolo Maxim e con l'altra la bocca. Così Massimo Maravalle, arrestato venerdì scorso ha ucciso il figlioletto di 5 anni arrivato a casa sua nel 2012.
L’uomo ha ricostruito nuovamente la dinamica dell’omicidio questa mattina in carcere davanti al gip del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea, al pm Andrea Papalia e Sabatino Trotta, psichiatra del Centro di salute mentale della Asl pescarese.
Uno dei difensori di Maravalle, l'avvocato Alfredo Forcillo (l’altro è Giuliano Milia), al termine dell'interrogatorio, durato circa 45 minuti, ha detto ai cronisti che il suo assistito «ha di nuovo confessato di aver ucciso il figlio forse per un delirio riconducibile alla sua malattia, che era ben controllata fino a quando prendeva i farmaci. Poi ad un certo momento ha smesso di prenderli in maniera autonoma e senza dire niente a nessuno perchè questi farmaci evidentemente lo indebolivano e lo facevano star male».
«Ha smesso di prenderli», ha continuato il legale, «e ovviamente non ha saputo gestire più i pensieri deliranti che gli facevano pensare che ci fossero dei complotti che potevano provocare del dolore al figlio, torture e cose di questo genere».
L'incidente probatorio - ha confermato Forcillo – è stato già richiesto e con la nomina del perito poi si chiarirà forse meglio, con l'aiuto di una persona competente, quello che è accaduto.

«NON HA PIANTO MA HA CAPITO QUELLO CHE HA FATTO»
Forcillo ha aggiunto che il ricordo di Maravalle «è lucido fino a un certo punto, non ricorda bene con precisione. Non ha pianto, è profondamente turbato e addolorato. Si è reso conto di quello che ha fatto. Lo ha detto, ma questi sono meccanismi mentali che francamente io non sono in grado di spiegare. Ora entreranno in campo dei professionisti che potranno chiarire quali meccanismi mentali intervengono in questo genere di patologie. Tutti abbiamo l'intenzione di capire fino in fondo quello che è stato, perchè è successo e se ci sono delle responsabilità penali da poter attribuire perchè il codice prevede anche delle situazioni di incompatibilità con il processo stesso e la capacità di gestire situazioni. Io non so quali fossero le condizioni di Maravalle al momento del fatto. Aspettiamo che i periti ci diano qualche chiarimento su come la mente umana possa avere questi comportamenti. Maravalle era un genitore affettuosissimo».
Sull'apertura di un'inchiesta anche da parte della Russia «hanno fatto bene - ha detto sempre l'avvocato -. Tutti hanno diritto di sapere come sono andate le cose, anche noi».
L'arresto è stato convalidato. Il gip ha disposto che l'uomo resti in carcere e sulla possibilità di misure detentive alternative l’avvocato ha spiegato che «il codice prevede anche misure a tutela della persona che mostra problematiche. Ci siamo rimessi alla giustizia perchè abbiamo a che fare con giudici sereni e molto competenti che sapranno valutare qual è la misura adeguata in questo caso specifico».

L’INCIDENTE PROBATORIO
Intanto il 24 luglio sarà affidato l'incarico per l'incidente probatorio per valutare le facoltà mentali e l'incapacità di intendere e di volere al momento dell'omicidio. Intanto, mentre l'avvocato Forcillo sostiene che secondo lui «l'adozione risulta regolare», i documenti relativi alla pratica sono stati spediti dal Tribunale dei minori dell'Aquila al pm Andrea Papalia.

TROTTA: «PARLARE DOPO E’ MOLTO SEMPLICE»
«E' presto per dire e capire quello che verrà fatto. Si tratta di un paziente che vive un grandissimo dramma come facilmente intuibile, per cui aspetteremo. C'è una procedura che sicuramente è stata rispettata», ha detto ai cronisti Sabatino Trotta, psichiatra del Centro di salute mentale della Asl pescarese, che ha assistito all'interrogatorio dell’uomo. «Per me - ha aggiunto - oggi l'importante è rispettare un dramma che si è consumato e che ha colpito un papà, una mamma e un bimbo. E' difficile dire, parlare a posteriori è molto semplice. Cosa si sia verificato e circuitato nella mente di una persona è difficile dirlo. L'attenzione è stata sicuramente posta. Gli inquirenti ci faranno capire meglio. Io mi limito all'aspetto tecnico».