SERIE B

Pescara calcio. Dall'incubo scommesse alla rinascita. Pesoli: «io innocente, abbandonato dal calcio»

Il neo-acquisto dei biancazzurri: ringrazio Mandorlini, Sogliano e Sannino

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PESCARA. I vari filoni del calcioscommesse degli ultimi anni hanno fatto emergere parte del marcio presente nel pallone nostrano. Soprattutto dalle inchieste di Napoli e Cremona, seguite da confessioni più o meno spontanee, è emerso un calcio malato dalle fondamenta ed in linea con quella che è la crisi generale del paese in ogni ambito, sociale, culturale ed economico. Come però accade dappertutto, le maglie larghe della giustizia hanno coinvolto anche professionisti esemplari, la cui unica colpa è stata quella di interloquire con persone disoneste, come accaduto ad Emanuele Pesoli, neo-acquisto del Pescara presentato stamattina: «come ho detto più volte ho pagato il fatto di aver scambiato messaggi con Gervasoni, che poi si è rivelato il capo di una banda criminale. Io ho detto no senza neanche pensarci e sono stato ingenuo nel non denunciare tutto ma sfido chiunque a fare diversamente...».
Il neo-centrale biancazzurro non ha ancora dimenticato quei momenti bui, che lo hanno portato nell'estate del 2012 ad incatenarsi davanti ai cancelli della Figc per professare la sua innocenza: «il mondo del calcio non mi è stato per nulla vicino, anche se io non ho commesso nulla. Mi hanno trattato come un appestato e devo ringraziare davvero soltanto 3 persone che mi sono state vicine: Mandorlini, Sannino ed il Ds Sogliano. Per il resto chiunque faceva fatica anche a salutarmi, compagni di squadra compresi. Il tutto a causa di una paura mediatica creata anche sulla mia figura».
«Ora tutto è alle spalle ed ho dimenticato» – prosegue Pesoli – «ma ho tanta rabbia perché mi è stato tolto un anno di carriera che per noi calciatori vale tantissimo. L'inchiesta ha fatto emergere parte del marcio ma sono stati utilizzati 2 pesi e 2 misure. Sono partiti bene per fare un po' di pulizia ma poi sono andati in confusione».

IL PASSAGGIO SEMPRE MANCATO MA FINALMENTE ARRIVATO AL PESCARA
Dopo Carpi per il terzino ex Hellas Verona e Siena comincia a 34 anni una nuova avventura nella propria carriera con l'entusiasmo di un ragazzino: «sono qui perché mi ha convinto la piazza. Tante volte sono entrato allo stadio Adriatico e mi ha sempre colpito l'entusiasmo ed il calore del pubblico. Il corteggiamento è stato molto breve perché da subito sono rimasto entusiasta di questa cosa. Ho parlato col Carpi al quale sarò sempre grato per avermi offerto la chance di rilanciarmi alla mia età in un momento molto delicato della mia carriera».
«Io ed il Pescara ci siamo sfiorati più volte in carriera» – ammette Emanuele Pesoli – «ma sempre per qualche dettaglio non si è concretizzato il tutto. Quando il Ds biancazzurro era Fabrizio Lucchesi era tutto fatto con il Cittadella, poi un minuto prima di fermare il Ds dei veneti Marchetti mi tolse dal mercato. Restai al Cittadella e sfiorammo addirittura la Serie A. Il fatto di non aver vinto molto in carriera dispiace, ma spero a Pescara di poter dare un contributo importante per un grande obiettivo».
Le prime impressioni sul nuovo Pescara di Marco Baroni: «ho visto giocare il Lanciano l'anno scorso ed ammetto di aver visto forse il miglior calcio della Serie B. Hanno sfruttato tantissimo i calci piazzati di Mammarella, segno che il mister prepara molto bene gli schemi da fermo. Speriamo di avere a Pescara un ottimo calciatore...».
«Sono qui per far bene» – chiude Pesoli – «le mie caratteristiche? Sono un difensore tuttofare che non sta mai zitto, sempre per il bene dei compagni. Penso sia importante avere in difesa una figura che coordini i movimenti dei compagni».

Andrea Sacchini