PRIMO CONSIGLIO

Alessandrini non cambia verso: pioggia di critiche per la scelta della figlia di Teodoro

Non potevano mancare “l’elogio alla famiglia” e le minacce di querela

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PESCARA. Debutto al veleno per il primo Consiglio comunale di Pescara dell’era Alessandrini monopolizzato, come prevedibile, dalle polemiche che ruotano intorno alla nomina in giunta della giovanissima Veronica Teodoro, figlia di Gianni e nipote del consigliere comunale Piernicola.
Molti gli interventi nella lunga mattinata: si sono discusse le linee programmatiche della nuova giunta e ogni consigliere ha voluto dire la propria per criticare o elogiare il documento poi approvato verso le 14.30. In mezzo accuse, minacce, urla, richiami all’ordine, elogi alla famiglia e consigli per la lettura sotto l’ombrellone.
Moltissime le persone che erano presenti all’inizio, molte meno quelle che si contavano alle 14, un po’ per la fame un po’ per quello che è andato in onda.
A difendere la nomina della giovanissima figlia d’arte solo lo zio consigliere mente gli altri del centrodestra hanno ammesso in parte il diritto di nominare un assessore ma l’inopportunità di affidare l’incarico alla figlia di Gianni solo per essere tale.

51 MINUTI
Nel corso del suo intervento, durato 51 minuti e 39 secondi, il sindaco Alessandrini ha illustrato i progetti per la citta', spaziando tra i settori e ha annunciato che nella prossima seduta sarà portata all' attenzione del Consiglio una delibera per «certificare la situazione dal punto di vista economico finanziario» ma ha assicurato sin da ora che «non ci sarà alcun aumento dei livelli di tassazione».
Rifacendosi alle parole pronunciate ieri dall'arcivescovo Tommaso Valentinetti, il primo cittadino ha lanciato un "elogio della mitezza" e ha chiesto che ci siano «dialogo e collaborazione, per pensare oltre alla durata della consiliatura».
Nel corso degli interventi dei rappresentanti dell'opposizione e' stata contestata sia da Marcello Antonelli (Fi) che da Carlo Masci (Pescara futura) la nomina di Veronica Teodoro, figlia di Gianni, in giunta. Antonelli ha parlato di una scelta «incomprensibile» mentre Masci ha detto che «bisogna scegliere i giovani per competenza, passione, consenso e non perche' sono ‘figli di’».
Dal pubblico presente in aula sono partiti applausi e grida di consenso alle parole di Masci tipo "Vergogna" e "E' uno scandalo".

EX ASSESSORE ANTONELLI:«SU EX COFA C’E’ FORTE RISCHIO…»
Marcello Antonelli ha rimarcato una inadeguatezza in alcuni settori strategici per via delle competenze professionali di alcuni assessori e di Veronica ha detto: «forse poteva trovare una collocazione migliore…». Sul programma invece ha detto che «cimiteri e orti urbani non sembrano essere la priorità delle priorità».
Particolarmente duro è stato sull’ex Cofa dove ha parlato di non meglio specificati «interessi privati».
«Il Consiglio di Pescara deve decidere secondo l’interesse pubblico e non di qualche privato perché mi pare che il rischio di una certa impostazione sia forte» facendo riferimento al fatto che il sindaco aveva precedentemente assicurato che l’amministrazione avrebbe favorito l’arrivo in città di imprenditori pronti ad investire.

MASCI:«LA SCELTA SBAGLIATA SU VERONICA TEODORO E’ STATA DEL SINDACO»
«Non si possono scegliere i figli di… E parlo con rispetto quando parlo di Teodoro», ha detto Carlo Masci. «La mortificazione per questa giovane è che oggi è quota rosa ed è giovane ma non meritava di stare in questo posto. Il padre meritava di mettere una persona perché ha preso i voti ma questa scelta sbagliata l’ha fatta il sindaco. Ha perpetuato un sistema di potere e così si mette in discussione un sistema. Chiedo al sindaco di non fare questi errori perché poi ricadono su di noi. Doveva essere il sindaco a impedire tutto questo. E’ stata una scelta sbagliata. Non so se bisognava chiamare il telefono azzurro o il telefono rosa ma verificheremo con il tempo i risultati e gli effetti».
E sull’ex Cofa Masci ha detto: «A me spaventa una frase: “Sceglieremo soggetti economici ad hoc per trovare i fondi”. Lo abbiamo già visto con la mobilità urbana e con i parcheggi. Sono state scelte fallimentari e dannose, ci auguriamo che non si torni a quei tempi».

RAPPOSELLI:«IL SINDACO HA APPLICATO LO STESSO CRITERIO CHE HANNO APPLICATO PER LUI»
«Alessandrini è stato solo se stesso», ha detto invece il neo consigliere comunale Fabrizio Rapposelli (Forza Italia) ed ex assessore alla Provincia di Pescara, «perchè scegliendo Veronica Teodoro ha applicato semplicemente lo stesso criterio che è stato utilizzato per sé: cioè il cognome. Non si governa con il cognome e questa è una vergogna. La lista Teodoro avrebbe dovuto avere un posto in giunta ma mi sembra strano che non sia stata trovata una donna capace di poter rappresentare la città. Mi auguro che a Veronica non sia stato fatto un grandissimo torto».

SABATINI: «IN UN PAESE SERIO ALESSANDRINI SI DIMETTEREBBE»
Nel corso dei lavori del Consiglio comunale di Pescara particolarmente teso è stato il primo intervento di Enrica Sabatini (M5S) che ha messo in evidenza come «in un paese serio Teodoro si dimetterebbe e anche il sindaco». Sabatini ha chiesto di conoscere i motivi che hanno spinto Alessandrini a nominare la ragazza. La risposta di Piernicola Teodoro è stata particolarmente dura anche se non apparentemente rancorosa.
Il fratello di Gianni ha invitato la nipote ad «andare avanti, anche perchè due buone orecchie fanno stancare chiunque». «Non avremmo mai fatto la scelta di Veronica - ha aggiunto - se non avessimo saputo che aveva le capacita' politiche e morali».
E poi, rivolgendosi alla Sabatini, l'ha invitata a «riflettere prima di dare fiato ai denti e tuffarsi in valutazioni» che possano in qualche modo riguardare i Teodoro. «Non le permetterò - ha aggiunto - di dire altro fuori dalle righe» e che possa cioè rivelarsi diffamatorio. «Non permetterò a nessuno di infangare la storia della nostra famiglia ed il cognome e non permetto di esprimere a priori giudizi solo per partito preso, una dichiarazione che non sta nelle regole del gioco e per questo l'ho invitata ad abbassare i toni. Se stiamo tutti attenti agli interventi quando si fanno dichiarazione è meglio perché le parole possono fare molto male».
La rappresentante del M5S ha chiesto di mettere ai voti la sua richiesta di dimissioni e nella replica ha parlato anche di vera e propria minaccia da parte di Teodoro che aveva lamentato una lesione del decoro e della onorabilità della sua famiglia, illustre e longeva.
«Rimango basita», ha detto Sabatini, «da questo atteggiamento minaccioso e aggressivo del signor Teodoro. Sono contenta per Veronica ma il pregio della famiglia o di antiche generazioni precedenti non caratterizza un prerequisito per essere nominato assessore. Ho apprezzato invece l’assessore di Iacovo che ha parlato delle sue radici umili e questo denota una evoluzione nel proprio percorso formativo e di vita».


Attaccando la famiglia Teodoro la Sabatini ha parlato anche di “familismo amorale” definizione tratta da un libro (la cui lettura ha consigliato caldamente) che ha letto in aula: «per familismo amorale si intende il perseguimento di un interesse personalistico familiare a svantaggio del benessere collettivo».
Alle 16 è stato poi presentato un ordine del giorno dal M5s sulle dimissioni dell’assessore Teodoro e per impegnare il sindaco ad esplicitare meglio i criteri che hanno portato alla scelta dell’assessore contestato.
La mozione è stata respinta 17 a 9
Particolarmente didascalica la conduzione del presidente del Consiglio provvisorio Antonio Blasioli che oltre a dirigere i lavori ha anche più volte spiegato e illustrato le regole a beneficio di tutti. Blasioli è poi stato nominato Presidente del Consiglio. 

L'ex sindaco Mascia non era presente.

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