POLITICA

Colletti (M5S) contro Napolitano: «un mero inquilino del Quirinale»

«Per colpa sua discutiamo decreti non urgenti e non omogenei»

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ROMA. «Discutiamo decreti non urgenti e non omogenei a causa del mero inquilino al Quirinale».
Questa mattina il deputato pescarese del Movimento 5 Stelle ha contestato il lavoro che i deputati sono chiamati a fare e non ha risparmiato frecciate al presidente Napolitano.
«Dobbiamo discutere di provvedimenti non straordinari, urgenti o omogenei, e viviamo da anni una situazione di eccezione costituzionale», ha spiegato il parlamentare.
«Ormai la dignità delle Camere sono sotto terre, anche a causa del sine titulo del Quirinale, tanto vale abrogare l’articolo 77 della costituzione («il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria, ndr»). Ormai serve solo per una parvenza di costituzionalità».
Colletti ha poi contestato l’applicazione di norme che vanno contro i principi costituzionali: «il Governo Renzi ha imposto un aumento del 15% delle tasse per chi vuole tutelare i propri diritti davanti ad un giudice terzo e imparziale. E’ una somma mostruosa. In Svezia e Finlandia c’è l’esenzione del pagamento della tassa per accedere alla giustizia, in Irlanda si pagano al massimo 185 euro, in Austria 175 euro, in Olanda 150 euro. Noi possiamo pagare anche fino a 1.600 per un primo grado e fino a 2000 per l’appello. Eppure l’articolo 24 della Costituzione, che è ancora in vigore, tutela il diritto di accesso alla giustizia anche per chi non è ricco».
Con i costi elevati imposti dallo Stato Italiano, ha fatto notare sempre Colletti, non si rispetta nemmeno l’articolo 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge «invece qui siamo in presenza di una giustizia classista»