BRASILE 2014

Mondiali 2014. Sirigu "para" i guai dell'Italia: «ritrovata la giusta aggressività»

Buffon però è il portiere titolare: «ognuno fa il suo, non penso di rubargli il posto»

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BRASILE. Sliding doors. La ‘porta’ scorrevole di Salvatore Sirigu si è spalancata alla vigilia dell’esordio Mondiale con l’Inghilterra, quando con l’infortunio di Buffon ha capito che sarebbe toccato a lui difendere i pali dell’Italia: “Gigi mi ha fatto l’in bocca al lupo – ha raccontato in conferenza stampa – mi ha sorriso e mi ha consigliato di stare sereno. Mi ha fatto piacere che mi abbia detto ‘sono contento che giochi’”.
C’è complicità con Buffon, un rapporto di reciproca stima che eclissa ogni possibile rivalità: “Speriamo di recuperarlo e di riaverlo presto in campo. Gigi è il portiere titolare, il capitano. Non è una gara tra me e lui, ognuno deve fare il suo e non penso certo a soffiargli il posto”. Umile (“non so se rientro tra i dieci portieri più forti al mondo”), maturo (“giocare la Champions ti permette di misurarti con una certa dimensione e vedere se puoi farne parte”), appassionato d’arte e con un’infanzia calcistica da attaccante esterno, Sirigu rivive le emozioni della partita con l’Inghilterra: “Forse la parata più difficile è stata quella sulla punizione di Baines perché non l’ho vista partire. A livello difensivo ho visto una squadra compatta e rispetto alle ultime amichevoli abbiamo ritrovato l’aggressività”.
Venerdì con la Costa Rica potrebbe toccare di nuovo a lui: “E’ una partita importante per passare in testa al girone, una gara delicata che vogliamo assolutamente vincere. Qualche mese fa in un’intervista dissi che la Costa Rica sarebbe stata un’avversaria difficile per noi e per tutti e lo ha dimostrato. E’ una squadra fisica, che corre molto. Con il clima che troveremo sarà molto difficile affrontarli”. Il pericolo numero uno è Joel Campbell, attaccante di livello già carnefice sabato dell’Uruguay: “L’ho affrontato con l’Olympiakos in Champions League e ha impressionato me e i miei compagni”.

FRANCESCO TOLDO SI RIVEDE IN SIRIGU

Francesco Toldo, eroe azzurro a Euro 2000 soprattutto nella semifinale contro i padroni di casa dell’Olanda, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport di essersi rivisto in Salvatore Sirigu, autore di un’ottima prova nell’esordio mondiale dell’Italia contro l’Inghilterra: “Un po’ mi sono rivisto in Sirigu, anche se le due situazioni sono differenti per un motivo: quella fra me e Buffon era una vera concorrenza, adesso le gerarchie sono molto più chiare. Però quando hanno inquadrato Gigi che si sbracciava in panchina e faceva coraggio a tutti, non solo a quello che aveva il compito di sostituirlo, ho capito perché Sirigu è andato in campo senza paura”. Toldo si è soffermato quindi sulla sicurezza mostrata dal portiere bicampione di Francia col Paris Saint-Germain: “Ha fatto subito la cosa giusta: un’uscita ‘energica’ e un intervento sicuro per darsi immediatamente coraggio. A quel punto la sicurezza l’ha data lui ai compagni: per un portiere è la cosa che conta di più. Era prevedibile ma non scontato che rispondesse così. Sirigu ha giocato la Champions, dunque sa come gestire un certo genere di pressione, però un Mondiale è un’altra cosa”.