POLITICA

Sisma L'Aquila: «arriverà la norma per maggior trasparenza appalti»

Intanto in Senato si blocca disegno di legge anticorruzione

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ABRUZZO. «Faremo una norma per una maggiore trasparenza sugli appalti privati per evitare che i contratti vengano trasferiti da un'impresa all'altra con molta facilità. Bisogna evitare che ci sia eccesso di concentrazione di appalti su poche imprese. Il Governo vuole favorire le imprese abruzzesi».
La novità l’ha annunciata il sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini, a proposito della ricostruzione dell'Aquila e del cratere sismico, durante il convegno "Le novità in materia di lavoro: dal 'jobs act' alla riduzione del Cuneo fiscale’, organizzato dalla Cna Abruzzo e dal Gruppo 24 Ore.
«Trovo misterioso, ma misterioso non è - ha aggiunto Legnini - il fatto che in Abruzzo abbiamo speso 12 miliardi di euro dal 2009 ad oggi per l'emergenza e per la prima fase della ricostruzione; in media 2,4 miliardi di euro all'anno. Il Pil nella nostra regione è di trenta miliardi, quindi 2,4 miliardi sono l'8%. Se la spesa aggiuntiva della ricostruzione fosse stata per intero gestita da imprese abruzzesi avremmo avuto un aumento del Pil di otto punti all'anno, cioè il tasso cinese. Invece non solo non c'è stata una crescita, ma siamo al di sotto degli altri. Il mistero - ha affermato - si spiega col fatto che il grosso di queste risorse è arrivato e poi è andato via».
Intanto ieri il Senato ha deciso di rinviare il disegno di legge sull’anticorruzione che prevedeva novità sui reati contro la pubblica amministrazione, riciclaggio e falso in bilancio. L’approvazione era prevista entro la fine di questa settimana. Critico il Movimento 5 Stelle: secondo i senatori pentastellati, infatti, sarebbe questa la dimostrazione che il provvedimento non è tra le priorità e si starebbe attendendo «che il Governo si faccia il suo ennesimo spot mettendo il cappello sul provvedimento».
Nelle ultime ore è stato infatti annunciata la presentazione di un ddl governativo sullo stesso argomento. «Sull’anticorruzione – aggiungono i grillini – si sta giocando ben altra partita, che vede in ballo le tanto declamate riforme istituzionali. Tutto, come sempre, sulle spalle dei cittadini che continuano ad assistere a uno scandalo politico dietro l’altro. Quindi – concludono – evidentemente l’emergenza del Paese è lo spot di Renzi, non la corruzione dilagante».