BRASILE 2014

Mondiali 2014. Prandelli "preoccupato" da Immobile: «lui e Balotelli insieme? Difficile...»

Verratti fermo per febbre ma non è in dubbio per l'Inghilterra

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BRASILE. Marco Verratti a letto per un fastidioso attacco influenzale ma nessun dubbio sulla sua presenza sabato nell'esordio mondiale contro l'Inghilterra. È stato lo stesso ct azzurro Cesare Prandelli nella conferenza stampa di ieri a rispondere alle domande dei cronisti sul mancato utilizzo nell'amichevole di 2 giorni fa con la Fluminense del talento di Manoppello.
C'è tanto Pescara in Brasile e la sgambata con la formazione rossonera di domenica notte (ora italiana, ndr) ha dato ulteriori segnali (qualora ce ne fosse ancora bisogno, ndr) dello stato di forma e dell'intesa straordinaria tra Insigne ed Immobile. I 2 protagonisti insieme a Verratti della promozione in Serie A dei biancazzurri con Zeman chiedono e meritano maggiore spazio e considerazione da parte di Prandelli, che si è affrettato a specificare che in questa Nazionale non esistono titolari a prescindere: «anche Grosso ai Mondiali del 2006 non era titolare poi sappiamo tutti come è andata a finire... Poi mi viene in mente Schillaci a Italia '90, quando partito da quinta punta fece un Mondiale stratosferico. Tutti hanno le qualità e la possibilità di stupire. Abbiamo 23 giocatori e tutti devono considerarsi titolari».
Difficile (almeno per il momento e dal primo minuto, ndr) vedere una coppia d'attaccanti formata da Immobile e Balotelli: «con un centrocampo di grande qualità formato da Pirlo e Verratti diventa difficile supportare due prime punte come Immobile e Balotelli. È ovvio che tutto è possibile ma in questo momento è difficile».

CAUSIO FIDUCIOSO DEL MONDIALE AZZURRO
Franco Causio, campione del mondo a Spagna ’82, al Mattino di Napoli confronta le nazionali in cui ha giocato, soffermandosi soprattutto sui Mondiali del ’74 e del ’78: “A volte le troppe aspettative creano inutili attese. Man mano che l’evento si avvicina sale la tensione e la paura di sbagliare aumenta. Ricordo l’atmosfera che si respirava prima della partenza per i Mondiali in Germania del ’74: eravamo sicurissimi di far bene, c’era troppo ottimismo. Pensavamo a dove alloggiare per la seconda fase e prima della gara che valeva la qualificazione arrivò nel nostro ritiro un tir pieno di vettovaglie che avrebbero sfamato dieci squadre per un mese. Dopo due giorni, eravamo già sull’aereo per far ritorno a casa… Nel ’78 disputammo un grande Mondiale, vennero gettate le basi per il trionfo spagnolo quattro anni più tardi. Quello era un gruppo compatto che assimilò perfettamente le idee dell’allenatore”. La chiusura è dedicata alla Nazionale di oggi, quella di Cesare Prandelli che si appresta a iniziare la sua avventura in Brasile: “Sono fiducioso. Prandelli ha creato un bel gruppo e con un pizzico di buona sorte si potrà arrivare tra le prime quattro. Sarà fondamentale superare la fase iniziale, è quella che psicologicamente fa aumentare l’autostima”.

Andrea Sacchini