CRISI E IMPRESE

Vertenza Dialifluids, lavoratori continua lo sciopero

Ma Cgil, Cisl e Uil interrompono la protesta

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CANOSA SANNITA. Bisogna continuare con lo sciopero, anche ad oltranza se serve.
Dopo l’incontro al Ministero del lavoro con i vertici aziendali della Dialifluids, i lavoratori hanno deciso «a maggioranza dopo una democratica votazione» che la protesta deve andare avanti.
Inoltre i dipendenti hanno deciso che rientreranno in azienda solo con la garanzia che vengano fatti contratti di solidarietà, in modo che tutti possano rientrare al lavoro con un orario ridotto fino alla fine della produzione annunciata dall'azienda, scongiurando così il licenziamento di circa 50 operai che è la condizione imposta dall’Azienda per continuare l’attività.
Ma la linea di protesta non è unica perché una parte dei dipendenti hanno deciso di tornare al lavoro, a partire da oggi. «Se le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di interrompere lo sciopero è una decisione che va contro la volontà della maggioranza dei lavoratori», assicura la segreteria territoriale Usb di Chieti. «Nei prossimi giorni incontreremo una delegazione di lavoratori per decidere le modalità di lotta futuri. Sono i lavoratori che devono decidere del loro futuro e non le segreterie dei Sindacati che firmano tutto».
Lo stabilimento "Dialifluids" di Canosa Sannita, in provincia di Chieti, specializzata nella produzione di sacche per la dialisi rischia la chiusura dopo che la proprietà tedesca (Fresenius) ha deciso di riportare la produzione in Germania. Nei giorni scorsi i lavoratori hanno chiesto l’aiuto del presidente della regione Luciano D’Alfonso che ha spiegato: «credo che le strade da percorrere possano essere, alternativamente, tre: o trattenere l'azienda in Abruzzo, o trovare una nuova proprietà, oppure arrivare alla creazione di una nuova soggettività economica con le forze in campo oggi».