PAROLE PERICOLOSE

Elezioni Abruzzo, a Pescara l’ombra del voto di scambio: denunce e segnalazioni anonime

Il M5s va in procura, Il Tempo raccoglie una segnalazione molto preoccupante

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ABRUZZO. Ci sono stati due episodi in questo scorcio di campagna elettorale per il ballottaggio che meriterebbero di essere approfonditi per la loro estrema gravità e che la dicono lunga su come gli abruzzesi (prima ancora dei politici) siano fermi alla prima Repubblica e ai suoi metodi clientelari.
Chissà se è tutto vero o è millanteria (nel caso sarebbe grave lo stesso) ma da una parte i grillini denunciano centrodestra e centrosinistra, il primo per non aver fatto nomi, il secondo per presunti voti di scambio, ed il giorno dopo una fonte anonima racconta molti particolari a Il Tempo su promesse di posti in ospedale o in ditte private in cambio di voti.
Nel 2014 la gente è allo stremo e forse solo per estrema necessità è costretta a credere ancora a quei vecchissimi politici (evidentemente esistono ancora) che promettono posti di lavoro in campagna elettorale. Sta di fatto che la procura ora è chiamata a indagare e a fare luce sull’accaduto: fatti di una gravità enorme (reato penale) se non altro perché influiscono direttamente sulla genuinità del voto e del risultato scaturito dalle eurne.

L’ESPOSTO DEL M5S: «ANTONELLI DENUNCIA ALESSANDRINI MA SENZA FARE NOMI».
Il neo eletto consigliere regionale Domenico Pettinari e il collega al consiglio comunale di Pescara, Massimiliano Di Pillo (M5s), hanno firmato sabato un esposto alla procura della Repubblica per alcune dichiarazioni generiche dell’assessore Marcello Antonelli che però raccontano di un reato penale.
«Un candidato delle sue liste poi eletto con molti voti ha posto una particolare “attenzione al sociale” promettendo decine di centinaia di posti di lavoro ad Attiva spa e in altre aziende pubbliche e credo che abbia promesso anche altro», ha esordito Antonelli, aggiungendo che in città sono molto noti anche i dettagli della vicenda, «siccome conosco Alessandrini ed è persona per bene gli chiedo se intende fare seguito a queste promesse o se dirà che saranno rispettate le regole e che i posti in Attiva non ci sono»
Alessandrini risponde: «mi sorprende la domanda. Le persone non vogliono più sentir parlare di promesse vuote. Il lavoro è un dramma e questo vulnera il primo articolo della Costituzione. Chi si candida a sindaco è subissato da richieste di aiuto ma non sarà il sindaco a distribuire posti di lavoro che non ci sono. Smentisco categoricamente questa vicenda. So che intorno ad Attiva c’è molto interesse…»
Più o meno questo è stato nei tre minuti di domanda e risposta andati in onda in Tv su Rete 8 nella trasmissione condotta dal direttore Pasquale Pacilio. Una vicenda che se vera andava immediatamente approfondita con nomi e cognomi se non altro per non far allungare ombre su centinaia di candidati del centrosinistra.
L’attuale assessore Antonelli tuttavia ha lanciato accuse con una certa sicurezza ma non ha fatto i nomi in tv ed è molto probabile che invece sarà costretto a farli davanti alla polizia giudiziaria non appena il fascicolo sarà assegnato al pm titolare.
«Dalla denuncia pubblica del Sig. Marcello Antonelli si evince che lo stesso sia perfettamente a conoscenza del nominativo del candidato attore della presunta promessa illecita di posti di lavoro», si legge nell’esposto del M5S, «Considerato che la Società Attiva Spa è una società a totale partecipazione pubblica le cui quote sono interamente detenute dal comune di Pescara e che per l’assunzione di personale dipendente deve necessariamente utilizzarsi lo strumento del pubblico concorso».

LE CONFESSIONI DEL QUESTUANTE ANONIMO RACCOLTE DA Il TEMPO
La caccia al candidato è ormai aperta e non si crede possa rimanere nell’ombra per molto ancora. Passano poche ore e su Il Tempo appare un articolo nel quale un anonimo questuante -pare stretto da necessità impellenti miste a disperazione dovuta a disoccupazione- si sia recato in Comune a Pescara al secondo piano, dove si trovano le sedi dei partiti che siedono in consiglio, a depositare un curriculum al consigliere di cui nemmeno Il Tempo fa il nome.
L’articolo parla di lavori all’ospedale come portantino o altri lavori senza particolari esperienze o qualifiche ma anche di possibili lavori presso una ditta di un importante imprenditore che poi quasi in tempo reale smentisce pure di conoscere il consigliere.
Si parla anche di stipendio circa 720 euro netti per poche ore di lavoro a settimana. L’anonimo racconta al quotidiano che in fila ci sono decine di persone e sul tavolo del consigliere c’è una pila di curriculum con foto già depositati e magari schedati.
Non è certo una novità che al secondo piano si assiepano cittadini pronti ad accogliere le promesse di questo o quel consigliere, promesse a centinaia e richieste d’aiuto a migliaia. La cosa è sì nota ma se il tutto avviene in campagna elettorale allora le cose assumono profili diversi.
Cosa è successo davvero al secondo piano del Comune prima delle elezioni? Antonelli faceva riferimento al consigliere di cui parla Il Tempo oppure ad un altro?
Quello che è certo è che si è innescato un meccanismo che non può più fermarsi e che potrebbe coinvolgere molte persone.
Quello che stupisce è l’anonimato che emerge che offre protezione a chi invece meriterebbe una sonora punizione.
Ma si sa c’è grossa attenzione alla “privacy” di questi tempi…