MEMORIA STORICA

La riflessione di “l’Altracittà Montesilvano”: proiezione pubblica di “le mani sulla città”

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MONTESILVANO. Un film storico, un pugno allo stomaco, datato e purtroppo molto attuale. “Le mani sulla città” di Francesco Rosi è un film da vedere per capire come è stata gestita l’urbanistica nella Prima e nella Seconda Repubblica.
Nulla di nuovo sotto il sole e nulla è cambiato.
Domenica 8 giugno anche a Montesilvano ci sarà il turno di ballottaggio e “L’altracittà Montesilvano” che ha proposto il candidato sindaco Lorenzo Colazzilli offre a tutti la visione del film che può essere uno spunto interessante di riflessione.
«Come abbiamo già dichiarato, per noi», dice la lista esclusa, «non si può scegliere tra Maragno e Ruggero, facce di una stessa medaglia: risultato della fusione tra trasformisti e padroni del mattone. Una lega di interessi, che, come già accaduto per la giunta Di Mattia,  è destinata presto a sfaldarsi. Noi, non rimaniamo con le mani in mano, e a Montesilvano, città ostaggio dell’intreccio tra politica e mattone, capitale europea delle inchieste bipartisan, invitiamo la cittadinanza a partecipare Giovedì 5 giugno ore 21.00 presso Palazzo Baldoni in Piazza Indro Montanelli - Montesilvano alla proiezione speciale di Le amni sulla città di Francesco Rosi».
 
 A 51 anni del Leone d'oro (1963) sarà proiettata la versione restaurata del capolavoro di Francesco Rosi, l’ingresso sarà libero, un occasione anche per le giovani generazione cresciute all’ombra dei palazzoni.
Francesco Rosi denunciava lo sfascio urbanistico e politico di Napoli, in grande espansione in quegli anni. Non poteva sapere –forse lo intuiva- che la sua opera avrebbe costituito una magistrale, anche se assai inquietante, previsione circa i disastri delle politiche, non solo urbanistiche , che avrebbero segnato tutto il Paese, l’Italia intera, nei cinquantenni successivi. Sfregiandone irrimediabilmente quel volto “illuminato e gentile” colto dai viaggiatori del Gran Tour e che le era valso il soprannome di “Belpaese”.
 
«Montesilvano è un esempio eclatante della speculazione edilizia che prosegue nonostante la crisi, sfruttando il Piano Regolatore Generale che va radicalmente rivisto e le norme furbesche del Piano casa berlusconiano», dice Colazzilli, «per queste ragioni noi vogliamo dare voce a l’altra città, e pensiamo  che chi vuole essere interprete del cambiamento a Montesilvano debba segnare una distanza con chi rappresenta tanto a destra quanto nel centrosinistro la continuità con il passato».
 La proiezione in piazza Diaz è saltata poiché non era possibile spegnere le luci.