IL FATTO

Amianto: parte l'Eurodenuncia: «condannate l’Italia»

Bonifiche, ricerca scientifica e processi infiniti

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ROMA. L'Ona, osservatorio nazionale amianto, chiede la condanna dell'Italia e nomina portavoce in Europa Giulia Gibertoni, Fabio Desilvestri, Giovanni Ghirga.
Due le azioni che l'Ona ha messo in campo per catapultare il dramma dell'amianto nell'agenda politica dell'Europa che verrà ridisegnata nella prossima tornata elettorale. Il ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo per i mancati riconoscimenti dei benefici contributivi e sorveglianza sanitaria specifica per gli ex esposti, con particolare attenzione al caso dei lavoratori di Vasto, finalizzato ad ottenere la condanna dello Stato italiano, in quando «il beneficio contributivo del prepensionamento, era stato adottato per risarcire questi lavoratori per il tardivo recepimento delle direttive comunitarie, e successivamente alla condanna della Corte di Giustizia».
Ma c’è anche la proposta di una petizione popolare con istanza di infrazione dell’Italia «per via delle mancate bonifiche, per la carenza nella ricerca, terapia e cura delle patologie asbesto correlate, e per i mancati riconoscimenti dei diritti delle vittime».

Le iniziative sono state presentate dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, alla quale hanno partecipato i parlamentari del Movimento 5 Stelle, Gianluca Castaldi, Alberto Zolezzi e Carlo Sibilia.
In particolare l'Ona chiede al Parlamento europeo una mozione di condanna dello Stato Italiano e una diffida, perché vengano rispettati i diritti dei cittadini: «un gesto forte affinché l'Italia predisponga tutte le procedure per avviare le bonifiche e decontaminazione dei siti di vita e di lavoro ancora contaminati, che secondo le stime contengono circa 34 milioni di tonnellate di amianto compatto e alcuni milioni di tonnellate di amianto friabile, causando ogni anno almeno 5mila decessi per patologie asbesto correlate».

L'Ona chiede inoltre che la ricerca scientifica e l'assistenza sulle malattie da amianto in Italia vengano affidate secondo criteri obiettivi di merito e con bandi pubblici, «come avviene in tutto il mondo occidentale, oltre ad una tutela efficace delle vittime anche sotto l'aspetto di durata dei processi».
L’avvocato Ezio Bonanni, nel corso della conferenza stampa, ha ribadito come il Governo Nazionale e le istituzioni siano inadempienti, «innanzi ad un vero e proprio bollettino di guerra di circa 5.000 morti ogni anno per patologia asbesto correlate, che si potrebbero evitare e che quindi sono ancora più inaccettabili».
I parlamentari del Movimento 5 Stelle presenti hanno preannunciato che in Europa ci sarà un forte intervento dei cittadini eletti «perché il problema amianto in Italia venga alla luce nella sua drammatica realtà, e perché l’Europa non sia più soltanto la rappresentanza della lobby dei banchieri per costituire la casa comune dei cittadini».