ACQUA E VELENI

Abruzzo. Bussi: sit-in Forum Acqua davanti Asl Pescara: «urgente registro dei tumori»

Botta e risposta con manager D’Amario

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PESCARA. Botta e risposta tra gli attivisti del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua e il manager della Asl di Pescara, Claudio D'Amario, sulla vicenda della megadiscarica dei veleni della Valpescara e sull'acqua potabile contaminata.
Lo ‘scontro’ si è registrato questa mattina a margine di un sit-in, davanti agli uffici della Asl del capoluogo adriatico, promosso nell'ambito della giornata nazionale di mobilitazione della campagna 'Stop biocidio'.
In particolare i manifestanti sono tornati a chiedere la realizzazione di un'approfondita indagine epidemiologica e l'istituzione del Registro regionale dei tumori e delle malattie riconducibili all'esposizione da inquinanti. Gli attivisti hanno anche denunciato «l'inerzia delle autorità sanitarie rispetto al gravissimo problema della megadiscarica».
Nel corso dell'incontro Renato Di Nicola, del Forum acqua, ha sottolineato che sul sito web della Asl non c'è traccia di informazioni sull'acqua, sul disastro ambientale della Valpescara o sullo studio dell'Istituto superiore di sanità, secondo cui circa 700mila persone hanno bevuto acqua contaminata fino al 2007. Ad oggi, hanno attaccato gli attivisti, non si sa niente circa l'avvio di un «monitoraggio a fini sanitari delle derrate alimentari prodotte nei campi della Val Pescara irrigati con l'acqua del fiume e del pescato».
Il manager della Asl ha sottolineato che «dal 2009, anno del mio insediamento, ho preteso controlli sistematici delle acque che son risultati tutti negativi e i dati sono stati comunicati agli enti preposti».
Sul fronte del registro tumori D'Amario ha spiegato che si tratta di «un registro regionale e non tocca alla Asl. Sicuramente - ha sottolineato - so che c'è un monitoraggio aziendale che si basa su dati raccolti e che c'è uno staff epidemiologico che sta cominciando a lavorare anche in questo senso per poter poi essere d'aiuto alla Regione».
«Noi - ha detto ancora D'Amario - siamo l'unica Asl ad aver fatto un monitoraggio continuo delle acque e un'indagine sulle diossine, dando quindi garanzie sugli alimenti. La Asl di Pescara è anche l'unica in grado di fare un'indagine epidemiologica autonoma in quanto già dispone di dati. Gli organismi competenti a fare questo tipo di indagini, però, sono la Regione e i ministeri».
Rispondendo alle richieste dei manifestanti, D'Amario si è detto disponibile ad un confronto costante con le associazioni.

LE E RICHIESTE DELLA RETE EMERGENZAMBIENTE ABRUZZO
Sempre oggi la rete EmergenzAmbiente Abruzzo 2014, che comprende 29 associazioni e comitati abruzzesi, ha elaborato un documento con cui si chiede che la nuova Giunta regionale approvi, entro termini stabiliti, una serie di provvedimenti relativi alla difesa dell'ambiente, al governo del territorio, all'energia, all'acqua e alla tutela della salute. Nello specifico si chiede, tra le altre cose, che entro 10 giorni dal suo insediamento la giunta restituisca il Registro Tumori regionale e faccia pressione presso il Ministero della Salute perché venga avviata una inchiesta epidemiologica in Val Pescara; neghi l'intesa in merito al progetto della Snam relativo al mega gasdotto "Rete Adriatica", tratto Sulmona Foligno, con centrale di compressione a Sulmona; approvi la delibera di netta opposizione alla realizzazione del "Piano di sviluppo e valorizzazione dell'area aquilana". La Rete chiede inoltre che la giunta entro 30 giorni dal suo insediamento faccia propria la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina proposta dalle associazioni e la invii al Ministero dell'Ambiente; adotti le misure necessarie affinche' l'Arta venga sottratta al controllo della politica attraverso un concorso europeo trasparente per la nomina di un direttore con titoli specifici in tema di ambiente e di tutela della salute; riattivi e migliori con la partecipazione dei cittadini la VIS Valutazione di Incidenza Sanitaria; operi una profonda revisione del Piano Demaniale Marittimo Regionale. Tra le richieste anche l'approvazione con deliberazione della Giunta Regionale di una formale moratoria al consumo del territori; l'elaborazione ed approvazione di un nuovo Piano Idrografico di bacino regionale. In relazione ai singoli provvedimenti proposti, la rete chiede ai quattro candidati alla presidenza della Regione di far conoscere il proprio punto di vista entro martedì 20 maggio.
«Dalle risposte che i candidati faranno pervenire alla rete- si legge in una nota della rete-, o daranno pubblicamente, i cittadini potranno formarsi una propria opinione per comprendere in che misura le tematiche ambientali, perno imprescindibile per cambiare pagina, stanno davvero a cuore a chi si propone per governare la nostra Regione nei prossimi cinque anni. Le risposte o le non risposte saranno rese pubbliche attraverso i mas media, blog, Facebook, Twitter»