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Abruzzo. Regionali: Chiodi, «D'Alfonso slogan e vanità, perderà sicuramente»

Il presidente boccia pure i grillini: «improvvisatori»

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PESCARA. Ultimi diciotto giorni di campagna elettorale e gli animi si infiammano.
«D'Alfonso sa che perderà e, siccome lo sa, cerca di ostentare sicurezza e di attirare tutti coloro che in qualche modo scelgono non in funzione di ideologie ma di presunte posizioni di potere. Lui conosce i sondaggi e anche noi. Noi siamo tranquilli e sereni. Lui si agita, ostenta, fa professione di vanita', ma e' nel personaggio».
E’ questo il pensiero del governatore uscente e candidato presidente della coalizione di centrodestra, Gianni Chiodi, esternato ieri a Pescara, a margine della presentazione ufficiale delle quattro liste di Forza Italia in corsa alle prossime elezioni regionali del 25 maggio.
Per quanto riguarda i candidati di Forza Italia al consiglio regionale, Chiodi ha detto che si punta tutto «sugli uscenti perche' sono coloro che hanno ridotto le tasse, il debito e messo in equilibrio il sistema sanitario».
Riferendosi poi agli slogan elettorali di Luciano D'Alfonso, «non mi piace la politica fatta di slogan - ha aggiunto Chiodi - soprattutto se gli slogan non vogliono dire niente. Noi non vogliamo un Abruzzo 'facile', ma vogliamo un Abruzzo che sia competitivo. Così come non vogliamo un Abruzzo 'veloce', che nulla vuol dire, ma vogliamo una regione che sia moderna. Non vogliamo una regione 'premurosa', che non vuol dire niente, ma vogliamo un Abruzzo che sia coraggioso nel dire no ai poteri forti, ai privilegi e agli sprechi e se questo vuol dire essere scortato (il governatore è sotto scorta da quasi un mese, ndr) va bene così. Una cosa è certa: quei tempi non torneranno». Ennesimo riferimento dunque a quei poteri forti che qualche giorno fa Alfonso Mascitelli aveva chiesto di chiamare per nome e cognome.
Il presidente ha bocciato anche il governo Renzi «di fatti io ancora non ne ho visti» e sostiene che «il Paese rischia di tracollare perché si abbandona a seduttori e demagoghi». Ricordando che «l'Italia è al terzo Governo non eletto dai cittadini», il governatore ha affermato che »se Renzi avesse avuto la pazienza di attendere un passaggio elettorale sicuramente sarebbe stato molto più legittimato».
Non sono mancate stoccate anche a Grillo: «un po' di gente la attira nelle piazze. Sinceramente un suo spettacolo andrei anche io a vederlo. Quando parla è un vero spettacolo, ma non dà soluzioni neanche a pagarlo».
Ai cronisti che lo interpellavano sulle possibilità di vittoria dei grillini in Abruzzo, Chiodi ha detto che «gli abruzzesi si sono resi conto che fare l'elenco dei problemi è facile per tutti. Disegnare una soluzione, invece - ha aggiunto -, è complicato ed avere la capacità di attuare tali soluzioni è ancora più complicato e non è da tutti. I cittadini non metteranno la regione in mano a degli improvvisatori. Alle europee - ha concluso - il Movimento 5 Stelle avrà un gran risultato, ma non vincerà».

FORZA ITALIA: «NOI UNA CORAZZATA»
Ma Chiodi ha analizzato anche la situazione di ‘casa sua’: «quella di Forza Italia è una corazzata, ci sono candidati che da soli prendono i voti di due liste civetta del centrosinistra». Dodici, in tutto, le donne presenti in lista, ovvero il 40% dei 29 candidati. Diversi i componenti dell'Esecutivo Chiodi e del consiglio regionale in carica inseriti nelle quattro liste circoscrizionali.
Nel presentare i candidati, Nazario Pagano si è detto convinto che «ciò che di buono Forza Italia ha fatto in questi cinque anni ci porterà ad ottenere un risultato straordinario; siamo i più titolati ad interpretare un nuovo modo di fare politica». Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia ha parlato di «entusiasmo, partecipazione e passione registrati in campagna elettorale», elementi che «ci devono far ben sperare».

MASCITELLI: «ANCORA ACCREDITAMENTI, SI STA ESAGERANDO»
Ma in queste ore non c’è solo la campagna elettorale. Alfonso Mascitelli, infatti, ricorda che la regione è dal 15 dicembre in regime di prorogatio e che, ai sensi dell’art. 86 dello Statuto regionale, le funzioni della giunta sono limitate all’ordinaria amministrazione e ai soli atti indifferibili. Mascitelli protesta infatti per la pubblicazione di alcune delibere approvate dalla giunta regionale. « Non vediamo – ha spiegato – oggettivi elementi di indifferibilità nel fatto che la giunta regionale continui a conferire in questi ultimi mesi, a iosa, incarichi dirigenziali che potrebbero tra l’altro coinvolgere dirigenti impegnati nel ruolo delicato di preparazione di istruttorie e risultanze di avvisi o bandi pubblici.
Per non parlare – ha continuato Mascitelli – del fatto che l’uso del ruolo di commissario ad acta per la sanità adottato da Chiodi lascia esterrefatti. A due mesi dalle elezioni, solo per fare un esempio, piovono cinque nuovi accreditamenti istituzionali a strutture sanitarie private, nonostante le prescrizioni dei Ministeri della Salute e dell’Economia a non procedere a nuovi accreditamenti sino ad una nuova programmazione regionale e in assenza del nuovo piano sanitario. E’ necessario – ha concluso Mascitelli - mantenere la massima allerta su tutti gli atti che saranno capaci di fare in questi ultimi mesi, perché al peggio non c’è purtroppo mai fine».