TRADIZIONI

Abruzzo. Cocullo, in 20mila per san Domenico ed i serpari

Rinnovata la centenaria tradizione del primo maggio

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COCULLO. Oltre ventimila persone si sono date appuntamento ieri 1 maggio 2014 per il tradizionale e antichissimo rito dei serpari di Cocullo, in cui la statua di San Domenico viene portata in processione 'vestita' di serpenti vivi catturati nei campi il mese precedente e appositamente preparati.
Una giornata favorevole dal punto di vista meteorologico ha reso ancora più suggestiva una manifestazione le cui origini si perdono a ritroso nei secoli.
Il momento più atteso intorno a mezzogiorno e trenta con l'uscita della statua di San Domenico Abate dalla chiesa di santa Maria delle Grazie. Fuori ad attenderlo i serpari pronti a vestirlo con centinaia di cervoni e biacchi raccolti nei giorni precedenti nelle campagne circostanti il paese. Subito dopo la processione ha sfilato tra due ali di folla per le strade e i vicoli accompagnata dalla banda e dai sindaci dei paesi della Valle del Sagittario.
Come al solito erano presenti centinaia di fotografi e cineoperatori che hanno ripreso il santo vestito di serpi da tutte le angolazioni.
La tradizione vuole che San Domenico abbia il potere taumaturgico contro il morso dei serpenti e dei lupi. Ma anche quello di guarire il mal di denti. E proprio per invocare la sua protezione i fedeli, nel giorno della festa, suonano una campanella posta all'interno della chiesa, utilizzando i denti.