SCANDALO INFINITO

Bussi, il caso torna in Parlamento. Melilla: «vicenda criminale»

Nessuna novità dalle risposte del sottosegretario Silvia Velo

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 BUSSI. «Il Ministero dell'ambiente ha diffidato la società Edison a rimuovere tutti i rifiuti depositati in modo incontrollato nelle discariche realizzate in località «Tre Monti», a ripristinare integralmente lo stato dei luoghi, a procedere alla bonifica delle matrici ambientali che, all'esito della completa rimozione dei rifiuti, dovessero risultare contaminate».
Lo ha ricordato questa mattina alla Camera Silvia Velo, sottosegretario per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, rispondendo alle interrogazioni sul caso Bussi presentate dai deputati Vacca (M5S), Melilla (Sel) e Realacci (Pd).
Per il resto dalle risposte del sottosegretario non sono emerse grandi novità ma è stata ripercorsa tutta la cronistoria dello scandalo che nelle ultime ore è tornata alla ribalta delle cronache locali e nazionali.
Velo ha ricordato che il Ministero dell'ambiente si è costituito parte civile per il risarcimento del danno ambientale. Per la valutazione dei danni sono stati nominati alcuni consulenti tecnici, che forniranno supporto all'Avvocatura dello Stato nelle successive fasi processuali.
Riguardo alle risorse finanziarie, il Ministero ha stanziato per la bonifica del sito la somma di 3 milioni di euro, già trasferita alla regione Abruzzo, che ne ha stanziati 100 mila.
Per la reindustrializzazione è stato assegnato un ulteriore stanziamento di 50 milioni di euro per le opere e gli interventi di bonifica e messa in sicurezza, «da attuarsi prioritariamente sulle aree industriali dismesse». Le risorse sono poi state decurtate parzialmente dalle successive leggi di stabilità, ma sono nella disponibilità del commissario delegato.
Il Ministero della salute ha riferito che è già in corso la richiesta dell'Istituto superiore di sanità di tutti gli elementi informativi utili per avviare uno studio epidemiologico dedicato all'accertamento dei danni sulla salute della popolazione dei territori in esame.
  Ha aggiunto, inoltre, che l'Istituto superiore di sanità era già stato incaricato dall'Avvocatura generale dello Stato di espletare una consulenza tecnica nell'ambito del procedimento penale circa la valutazione dei rischi tossicologici associati all'esposizione della popolazione del sito in questione alle sostanze inquinanti e l'analisi di rischio relativo alla contaminazione delle acque potabili.

COLLETTI INSISTE: «GOIO COSA HA PRODOTTO?»
Insoddisfatti i deputati che hanno ricevuto le risposte
«I soldi sono stati decurtati», ha commentato il deputato Andrea Colletti, «però il suo Ministero sa che, in realtà, per bonifica, messa in sicurezza e caratterizzazione servono almeno 600 milioni di euro in quel posto. È stato fatto l'accordo di programma, per fortuna non andato a buon fine. Ci domandiamo come mai questi 50 milioni di euro siano stati stanziati solo ad ottobre del 2013. La nostra paura era che questi soldi siano stati bloccati per poi essere dati ai soliti noti, i soliti imprenditori amici della politica come Toto, il quale teoricamente aveva due progetti: un bel cementificio, che in un'area da bonificare è un'ottima».
Colletti ha ricordato che il commissario Goio avrebbe dovuto consegnare l'elenco dei provvedimenti adottati e degli interventi conclusi al dipartimento della protezione civile e anche alla regione per il passaggio delle consegne. «A quanto pare nulla è stato fatto», denuncia l’esponente del Movimento 5 Stelle. «Siamo andati anche sul sito web del commissario dove la trasparenza, a quanto pare, non è di casa: nulla è stato scritto».

MELILLA: «VICENDA CRIMINALE»
«Noi siamo in presenza di una vicenda criminale», ha detto invece il deputato di Sel Gianni Melilla. «La criminalità non è soltanto l'omicidio, la strage, il furto: la criminalità è anche quella di un'industria di rapina, che non esita a sotterrare rifiuti tossici, cancerogeni, nei territori del
proprio insediamento industriale. Vicenda criminale, perché vi sono omissioni, omissioni nelle attività di prevenzione, nell'attività di controllo e nell'attività di repressione di questi fenomeni di inquinamento ambientale».
Melilla ha chiesto che il Ministero dell'ambiente «si assuma fino in fondo la responsabilità di fare il punto della situazione, magari instaurando anche un tavolo tecnico, subito, con la regione, con il comune di Bussi, con le province, per vedere come rendere operativo il disinquinamento delle varie discariche».