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Di Pietro a Vasto: «Il centrosinistra vincerà queste elezioni»

Presentata anche la candidatura all’Emiciclo di Eliana Menna

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VASTO. «Ripartiamo da Vasto, città abruzzese che bene rappresenta la vicinanza non solo geografica tra Abruzzo e Molise, un'area che da sempre rappresenta la nostra forza ed è chiamata oggi ancora più di ieri a lavorare su progetti comuni».
Così ieri mattina Antonio Di Pietro a Vasto, Palazzo d'Avalos, ha aperto ufficialmente la campagna elettorale abruzzese per le regionali e le europee in programma a maggio.

«Il centrosinistra vincerà queste elezioni», ha detto nella conferenza stampa il fondatore e presidente onorario di IdV, «noi di Italia dei Valori lo stiamo facendo puntando sulla qualità dei candidati, perché scegliamo le persone anziché i pacchetti di voti veri o presunti: non è questo, infatti, il nostro modo di intendere la politica, come già ben sanno i nostri elettori». Di Pietro ha giudicato positiva la performance del partito alle primarie del centrosinistra per le regionali tenute il 9 marzo scorso. «Con il nostro segretario regionale Alfonso Mascitelli abbiamo ottenuto un risultato di tutto rilievo. Anche questo è un segno della nostra ripartenza come partito dei cittadini e per i cittadini».

Sugli assetti politici nazionali Di Pietro è stato altrettanto chiaro sulla posizione di Italia dei Valori: «Siamo in modo convinto nel centrosinistra, di cui rappresentiamo un pezzo importante». E sulla linea di Matteo Renzi ha aggiunto che «non ci piacciono, però, le strizzate d'occhio a Berlusconi, men che meno la volontà di coinvolgerlo nelle riforme. Il centrosinistra deve proporsi come protagonista di un grande progetto di rinnovamento della politica e delle istituzioni, ma all'insegna della trasparenza e della legalità».  E a proposito di riforme Di Pietro si è detto contrario «al progetto di abolizione delle province così come viene concepito, perché si lascia invariato l'apparato, anche in chiave di spesa e quindi di oneri per i cittadini».

In tema di rinnovo del Parlamento europeo il presidente di IdV ha invocato «un regime unico di tassazione nell'Unione, con la pressione fiscale a percentuale unificata in tutti i Paesi: eviteremo così la diaspora delle nostre aziende verso aree fiscalmente più appetibili, frutto della disparità esistente. Così e soltanto così si concretizza l'Europa reale uscendo definitivamente dall'Europa delle teorie che ha già fatto il suo tempo».

ELIANA MENNA
Il presidente ha sostenuto a Vasto la candidatura all'Emiciclo di Eliana Menna, esponente di punta di Italia dei Valori e consigliera provinciale uscente. Che nel suo intervento ha messo in guardia dal «rischio di dispersione del voto alle regionali: la presenza di liste civiche, almeno tre, può fuorviare l'elettore, che potrebbe orientarsi verso un voto di protesta per esempio a favore del movimento grillino. Ma una scelta del genere priva il voto della sua efficacia, visto che l'intera provincia di Chieti eleggerà appena cinque consiglieri di maggioranza. E non ci sono», ha sottolineato Eliana Menna, «possibilità di rientro in quanto non ci sono più né il "listino" né la possibilità di nominare assessori esterni. Il voto di protesta, come quello in favore della candidature di servizio, è quindi l'antitesi del voto utile; mai come in questo momento conta la persona che l'elettore designa a sedere come suo rappresentante in consiglio regionale, quindi», ha concluso, «per progettare un nuovo Abruzzo occorre il voto utile per il Vastese, che io chiedo per dare a questo territorio una forza politica e contrattuale dagli effetti certi in termini di concretezza».

MI MORTIFICA CHE NAPOLITANO RICEVA CAVALIERE
Di Pietro ha affrontato anche questioni nazionali. «Mi mortifica», ha detto ad un certo punto, «che il presidente del Consiglio voglia incontrare il leader dell'opposizione in relazione a questa maggioranza che deve reggere la coalizione impropria ritengo che sia possibile nell'ordine naturale delle cose. Non me la prendo con Renzi perché parla con il leader dell'opposizione. Ci sono rimasto male da cittadino e rappresentante dell'Italia dei valori nel fatto che a ricevere il pregiudicato Berlusconi sia stato il presidente della Repubblica, il garante, l'arbitro, mi ha lasciato mortificato perché è passato un principio: qualsiasi cittadino che si trova nelle condizioni di Berlusconi può essere ricevuto da Napolitano. Non mi è piaciuto, ma rispetto le istituzioni»

«IO NON MI CANDIDO»
«L'idea del centrosinistra programmatico che tanto successo ha riscosso, tante speranze, ha portato avanti», ha detto sempre Di pietro, «si è rotto per un motivo molto semplice, noi non ci siamo piegati ai compromessi. Sarebbe bastato che avessi detto sì al governo Monti, sostenuto da destra e sinistra, e oggi non saremmo stati fuori dalla coalizione e saremmo ancora seduti in Parlamento. Per Di Pietro l'Idv ha detto 'no' perché in Parlamento «ci vogliamo stare con la schiena dritta, senza compromessi e nel rispetto del voto degli elettori, perché il voto che noi chiediamo è solo per il centrosinistra».
«Io non mi presento - ha sottolineato Di Pietro - perché ritengo necessario un ricambio generazionale all'interno del nostro partito in quanto riteniamo che l'Idv debba cominciare a camminare con le proprie gambe e non soltanto perché tra le sue fila c'era una persona che faceva il magistrato ed è diventato politico. Come vedete il tempo poi passa per tutti e una forza politica deve avere la forza per camminare da sola anche senza il contributo di chi l'ha fondata».