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Elezioni regionali, D’Alfonso: «se condannato non mi dimetto»

L’ex sindaco lo ha detto a Giulio Borrelli di Abruzzo Civico durante il confronto in streaming

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ABRUZZO. Riduzione dei costi della politica regionale, semplificazione e privatizzazione degli enti e delle aziende partecipati, riordino e miglioramento della sanità, ricostruzione dell’Aquila.
Tutti i nodi critici dell’Abruzzo di oggi sono stati passati in rassegna nell’incontro fra la rappresentanza di Abruzzo Civico (guidata da Giulio Borrelli, coordinatore politico e portavoce) e Luciano D’Alfonso, candidato governatore del centrosinistra. L’incontro è stato finalizzato per capire quali sono i programmi e se ci sono punti di convergenza e di contatto tra i due schieramenti. Al centro del faccia a faccia anche le vicende giudiziarie dell’ex sindaco di Pescara, che si è detto ottimista sull’esito del processo d’appello.
Incalzato da Borrelli, D’Alfonso ha detto che, in caso di condanna, andrà avanti, qualora dovesse essere eletto, fino all’ultimo grado di giudizio in Cassazione.
Nella delegazione del candidato del centrosinistra c’erano Alexandra Coppola e Fabrizio Santamaita. Accanto a Borrelli, Ezilde Ferrara e Sergio Della Rocca.

I COSTI DELLA POLITICA
Dal confronto è emersa la necessità di ridurre i costi della politica regionale. Abruzzo Civico ha insistito, tra l’altro, sull’esigenza che la nostra regione dia il buon esempio, diventando la prima che abolisce i rimborsi ai gruppi consiliari, senza attendere i provvedimenti legislativi del governo nazionale.
Altra urgenza da non rimandare, per Abruzzo Civico, è «la semplificazione di enti e aziende partecipati, con la privatizzazione di alcune società, e l’accorpamento di enti strumentali, spesso fonte di sprechi e inefficienze», ha detto Borrelli. D’Alfonso ha condiviso: «La regola sarà di azzerare e semplificare».

LA RICOSTRUZIONE AQUILANA
Sulla ricostruzione dell’Aquila, è d’obbligo per Abruzzo Civico «la semplificazione delle procedure di ricostruzione, con controlli sistematici ed efficaci». «Dotiamoci finalmente di una legge quadro», ha detto D’Alfonso, «per gestire le catastrofi. Sul piano della dotazione finanziaria siamo riusciti ad ottenere quello che ci serviva fino all’altro ieri. C’è il rischio che si rifacciano le pareti ma non c’è tempo per restituire il flusso della vita. Abbiamo bisogno di fare in fretta e creare strumentazioni sartoriali per la vita delle imprese. Qui 5 anni sono stati persi per la vita dell’economia».

LA SANITA’
Nodo cruciale del confronto è stato la sanità: «Come si recupera la qualità dell’assistenza agli abruzzesi, vessata dalla malagestione? Qual è l’alternativa alla chiusura delle strutture periferiche?», ha chiesto Borrelli al candidato governatore D’Alfonso. «Noi vogliamo la riduzione della mobilità passiva con una qualità migliore dell’offerta, il potenziamento della medicina sul territorio, specialmente nelle zone interne con distretti molti indeboliti». Per D’Alfonso «la rete emergenze-urgenze deve tener conto di ciò che cerca il cittadino». Sullo stesso piano le infrastrutture della regione, che, hanno convenuto Borrelli e D’Alfonso, vanno migliorate e meglio utilizzate.

IL NODO GIUDIZIARIO
Nodo ostico del confronto è stata la situazione giudiziaria del candidato D’Alfonso: «Noi siamo garantisti», ha detto Borrelli, «ma c’è chi sul malcontento sta costruendo candidature e a questo punto devo fare il cronista. C’è una domanda politica che riguarda lei, noi e tutti gli abruzzesi. Come pensa di regolarsi nel caso in cui i giudici di secondo grado dovessero ribaltare la sentenza di primo grado che l’ha assolta?». D’Alfonso si è detto ottimista: «Sono certo che non sarò condannato, sono stato assolto 53 volte perché sono innocente». Borrelli insiste: «Nel caso in cui dovesse arrivare una condanna in secondo grado, qualora fosse presidente, si dimetterà, costringerà l’Abruzzo a tornare alle urne?». «No», replica D’Alfonso, «ricorrerò in Cassazione, per affermare la mia innocenza». «Lei è un po’ berlusconiano», ha ironizzato Borrelli. «No», ha controreplicato D’Alfonso, «io mi sono difeso nel processo e non dal processo e finora ne sono sempre uscito indenne».

I MAL DI PANCIA NELLA COALIZIONE
Borrelli ha anche toccato i temi della coalizione che attualmente sostiene D’Alfonso. «Ci sono molti mal di pancia nella sua attuale coalizione», ha detto, «causati da candidature che vengono da correnti lontane dal centrosinistra e soprattutto da qualche assessore che, in quattro e quattr’otto, è passato dall’amministrazione Chiodi al sostegno a lei. La sua», ha chiesto il coordinatore-portavoce di Abruzzo Civico, «non rischia di apparire una coalizione senz’anima?». D’Alfonso: «La candidatura me l’hanno data gli abruzzesi, non l’ho chiesta e, in ogni caso, ogni candidato sarà sottoposto al giudizio degli elettori. Saranno loro a scegliere».

«COSE POSITIVE E CRITICITA’»
«Sono emerse molte indicazioni positive, ma anche alcune criticità», ha commentato Borrelli al termine del confronto durato un’ora e trasmesso in diretta streaming. «Approfondiremo questi argomenti nelle prossime ore con tutti gli associati di Abruzzo Civico per arrivare alla scelta più giusta, più utile, più opportuna, nell’interesse di tutti i cittadini».

Il prossimo appuntamento dovrebbe essere con il governatore Gianni Chiodi, se confermerà la sua disponibilità a confrontarsi. La candidata del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, ha declinato l’invito a partecipare all’incontro in diretta streaming. Motivazione: «preferiscono fare gli incontri con gli elettori».