VELENI INFINITI

Discarica Bussi: medici: «gli effetti sulla salute si manifestano ora»

Sindaco La Gatta e Chiodi contro informazione: «danni incredibili»

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SULMONA. Medici e esperti denunciano nuove patologie, finora poco diffuse sul territorio.
Patologie che deriverebbero dall’inquinamento delle falde acquifere. Proprio in questi giorni entra nel vivo il processo per la discarica dei veleni di Bussi. Il sito industriale chimico avrebbe versato nel fiume Tirino, fino agli anni Settanta, una tonnellata al giorno di veleni residui della produzione. Secondo gli esperti gli effetti dannosi sulla salute si starebbero manifestando ora.
«L'allarme relativo alla contaminazione di falde acquifere, coltivazioni e allevamenti», spiega il dottor Maurizio Ortu presidente provinciale L’Aquila di Omceo (Ordini Medici Chirurghi ed Odontoiatri), «pone un’attenzione sempre maggiore agli aspetti che conseguono all'assunzione di cibi e bevande frutto di materie prime inquinate. Purtroppo», sottolinea «sono all'ordine del giorno notizie relative ad agenti inquinanti su terreni, vegetazione e armenti, che incidono in modo spesso definitivo sull'ambiente».
Da ultimo le preoccupanti notizie di inquinamento delle falde acquifere proprio nelle terre d'Abruzzo.
«Triste conseguenza», continua Ortu, «di quanto sopra sembra essere l'aumento di patologie, alcune prima poco conosciute e diffuse, relative a fattori inquinanti che vanno a corrompere i soggetti coinvolti nella catena alimentare. La prevenzione e il trattamento di patologie legate ad una catena alimentare resa non salubre dall'inquinamento» conclude Ortu «assume fondamentale importanza per la cultura e l'istruzione di ogni sanitario, dato che il futuro della nostra salute e di quella del nostro pianeta si giocherà sull’ alimentazione in cui sono compresi ovviamente anche i farmaci».
L’argomento sarà al centro del congresso nazionale, in programma a Sulmona l’11 e 12 aprile nel teatro Comunale Maria Canaglia “Inquinamento della catena alimentare – professione, ambiente, salute, sviluppo”. E’ prevista la partecipazione di 16 Ordini professionali tra medici, veterinari, esperti agroalimentari, chimici e docenti universitari.

LA GATTA, «NO' A CATTIVA INFORMAZIONE, NON SIAMO INQUINATORI»
Intanto ieri a Bussi si è tenuto il Consiglio comunale straordinario proprio sull’emergenza discarica al quale hanno preso parte un centinaio di cittadini. «Una cattiva informazione ha fatto passare il concetto che la comunità di Bussi sia una comunità i inquinatori: mentre invece noi siamo le prime vittime della discarica Montedison e chi ha sbagliato deve pagare», ha detto il sindaco Salvatore La Gatta. «Hanno voluto identificare in Bussi l'origine dei mali - ha proseguito il primo cittadino - mentre era la fabbrica, non la città. E questo rischia di mettere in discussione la necessaria bonifica finalizzata alla conservazione del lavoro. I fondi della bonifica del sito sono vincolati proprio alla reindustrializzazione. Non vorremmo che al danno si abbinasse anche la beffa».
Anche il presidente Gianni Chiodi era presente al Consiglio comunale e si è scagliato contro il mondo dell'informazione, colpevole secondo lui, di aver fatto allarmismo: «ha fatto danni incredibili, a volte anche su fatti falsi. Io credo che si possa agire nei confronti di coloro che hanno fatto allarmismo. In questi giorni - ha chiarito Chiodi - sono state dette cose non corrispondenti al vero, perché gli allarmi devono essere valutati».
Chiodi ha voluto precisare ancora una volta come la contaminazione dell'acqua sia terminata nel 2007 «perché ora è bene chiarire che l'acqua è buona e sicura. Per le vicende del passato è cosa diversa ma nessuno è autorizzato a dire che oggi Bussi continua a inquinare».
Poi Chiodi ha voluto fare uno scenario per il futuro spiegando che «l'emergenza è mettere in sicurezza subito la discarica, per poi procedere alla bonifica. Ma - ha concluso il presidente - la discarica della Montedison è un problema nazionale e quindi il parlamento deve farsi carico dei finanziamenti per la bonifica, perché gli unici 50 milioni stanziati fin qui sono finalizzati per legge alla bonifica per la reindustrializzazione del sito industriale».
Tra le azioni che il Comune di Bussi sul Tirino ha intenzione di intraprendere a tutela della cittadinanza c'è anche quella della class action contro Montedison. «Perché - ha detto la Gatta - è la Montedison che ha inquinato e fatto i danni. Aspetteremo i risultati del processo di Chieti: se la Montedison dovesse essere condannata, partiremo con l'iniziativa».