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Pescara, appalto illuminazione da 29 mln. M5S chiede lo stop

«Manca il piano regolatore dell’illuminazione comunale»

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PESCARA. Il Movimento 5 Stelle di Pescara chiede la revoca in autotutela dell’avviso pubblico da 29 milioni di euro per l'affidamento del servizio di gestione, manutenzione e riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione del comune .
Ad indire la gara è stata la PescaraGas, società partecipata al 100% dal Comune di Pescara e i grillini contestano il fatto che l’amministrazione pubblica non abbia ancora adottato il Piano regolatore dell'illuminazione comunale (Pric). Da qui la richiesta di stoppare la procedura anche per non lasciare in eredità alla prossima amministrazione una spesa ingentissima che sfiora i 30 milioni di euro spalmati in un decennio.
La candidata sindaco di Pescara Enrica Sabatini, parla di una «scelta assurda che arriva a 50 giorni dalle elezioni» e ritiene «inammissibile che vengano previsti interventi di tale portata, senza prima dotarsi di uno strumento urbanistico obbligatorio come il Pric. Pretendiamo - hanno sottolineato i pentastellati - che siano portati a conoscenza dei cittadini, in maniera trasparente, i criteri per la composizione della commissione tecnica e le specifiche competenze di ogni membro giudicante e che sia fatta un'adeguata valutazione del danno erariale, portato dal mancato adeguamento negli anni passati ai disposti normativi della legge regionale». Fanno parte della commissione Stefano Ilari, direttore generale del Comune di Pescara (presidente), Fabrizio Trisi, dirigente del settore Lavori Pubblici e Mobilità del Comune (commissario), Rosario Falco, responsabile delle attività negoziali ed acquisti della Gtm (commissario), Marco Pierdomenico, dipendente di Pescara Gas S.p.A.: (segretario verbalizzante).
Il riferimento è alla legge 12 del 2005 'Misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento luminoso e per il risparmio energetico, in base a cui «il Comune è tenuto a dotarsi di tale documento, entro quattro anni dalla data di entrata in vigore, 2005, ed ulteriori cinque anni, scaduti a marzo 2014. Il Pric - hanno concluso i grillini - è lo strumento necessario per consentire il contenimento dei costi, per garantire le necessarie condizioni di funzionalità e sicurezza a tutela dell'incolumità dei beni e delle persone e la riduzione dell'impatto ambientale in termini di emissioni di Co2».