LA PROTESTA

Sicurezza: Pescara, al via raccolta firme sindacati polizia

Appello sottoscritto anche da Chiodi., D’Alfonso: «firmerò anche io»

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PESCARA. E' partita oggi, a Pescara, la raccolta di firme dei sindacati del comparto sicurezza per scongiurare la chiusura di alcuni presidi di polizia sul territorio.
Questa mattina i sindacati hanno allestito un banchetto informativo per sensibilizzare i pescaresi. A rischio chiusura l'ufficio di polizia di frontiera marittima e aerea di Pescara, i distaccamenti Polstrada di Penne, Castel Di Sangro e Sulmona, della squadra nautica di Pescara, della polfer di Ortona, Vasto, Sulmona e Giulianova, della polizia postale di Teramo e Chieti.
Per i sindacati la razionalizzazione delle spese e' raggiungibile «senza intaccare i servizi alla collettivita' garantiti dagli uffici di polizia. La sicurezza e la legalita' - hanno sottolineato - non sono un costo, ma risorse e condizioni essenziali per lo sviluppo economico e democratico della societa'. I tagli - hanno concluso - vanno fatti dove ci sono gli sprechi, come ad esempio auto blu, duplicazione e sovrapposizioni organizzative».
In piazza Salotto stamattina è arrivato anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi che ha sottoscritto l'appello lanciato dai sindacati di polizia. «Credo che sia quantomeno inopportuno in un contesto cosi' difficile dal punto di vista sociale ed economico - ha dichiarato il presidente - depauperare le risorse destinate proprio al comparto che deve garantire la sicurezza dei cittadini. E' giusto che si portino avanti alcune attivita' di revisione della spesa pubblica - ha spiegato Chiodi - ma esistono delle priorita' e con la sicurezza non si scherza. Questo e' un errore e bisogna contrastarlo in tutti i modi possibili coinvolgendo, in primo luogo, il Parlamento. Anche in Abruzzo, ad esempio, abbiamo ridotto la spesa pubblica ma non e' stato intaccato il sociale».
«Firmerà anche io», ha annunciato all’Ansa l’altro candidato alle Regionali, Luciano D’Alfonso, «perchè sottoscrivere un appello è il contributo minimo da dare alle aspettative dei cittadini abruzzesi, ma è molto più utile dare alle istituzioni quel corso e quel corpo per risolvere i problemi». Luciano D'Alfonso cita volutamente la petizione che ieri il comune di Pizzoferrato ha stilato per evitare la chiusura della caserma dei Carabinieri perchè «in quel caso ci sono avamposti della civiltà che vanno rispettati. A Pizzoferrato nel 1944 è nata la Brigata Majella con i suoi partigiani martiri e questo dà la misura del valore del territorio - ha proseguito - serve una collaborazione tra enti per tenere aperti questi luoghi di sicurezza collettiva, magari senza oneri con la condivisione di piani che prevedano l'uso di spazi demaniali e territoriali senza spese»