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Allarme per epidemia Ebola in Guinea

Per un esperto non minaccia per Europa

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ROMA. L'epidemia di febbre emorragica da virus Ebola in Guinea, che ha causato finora 34 morti, «non rappresenta un allarme per l'Europa».
 Ad affermarlo è il direttore del Dipartimento Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza.
«Le epidemie da virus Ebola sono periodiche in Africa, soprattutto nei paesi dell'Africa equatoriale. Questo però - spiega l'esperto - non è un elemento di preoccupazione per l'Europa perchè, almeno finora, le epidemia sono state sempre contenute e circoscritte in loco, dove invece gli interventi andrebbero potenziati dato l'alto tasso di mortalità legato a questo virus».
 Il virus Ebola, rileva Rezza, «si trasmette attraverso i pipistrelli e piccoli animali della foresta, che possono infettare le scimmie e quindi l'uomo. Dunque i focolai umani di Ebola si espandono per contatto diretto con un animale o una persona infetta e la fase di incubazione è molto breve».
 Per questo, aggiunge, «è difficile che l'infezione da virus Ebola possa essere 'esportata'».
Finora, infatti, precisa lo specialista, «pochissimi sono stati i casi di Ebola 'importati' in Europa in animali infetti, e comunque sono stati tutti contenuti, e nessun caso umano da virus Ebola si è mai verificato in Italia».
 Ebola è tuttavia tra i virus più temibili. Comparso con i primi focolai in Sudan e Zaire nel 1976, ha mostrato da subito la sua potenza letale tanto che è uno dei più temuti virus sul fronte del bioterrorismo. Ci sono vari ceppi di Ebola causa di febbre emorragica, capaci di uccidere dal 50 al 90% delle persone infettate. Il virus 'terrorizza' l'Africa, avendo dalla sua anche le pessime condizioni sanitarie delle regioni in cui spesso compaiono focolai di infezione. Per questo virus, al momento, non esistono né vaccini né cure.