SERIE B

Virtus Lanciano. Segnali distensivi dopo lo sfogo di sabato. Baroni: «mie parole travisate»

Deciso passo indietro rispetto le parole di sabato per il tecnico dei frentani

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LANCIANO. Non ditegli che la salvezza ormai è una formalità, vi risponderà male. Non ditegli neanche che l'obiettivo ora della Virtus Lanciano sono i play-off perché vi elencherà il numero di partite che restano ancora alla fine del campionato, che basta un nulla per rovinare un'intera stagione. È il punto di vista, giusto e condivisibile per mantenere alta la tensione del gruppo, del tecnico Marco Baroni che nel post Juve Stabia ha risposto a brutto muso ad alcune critiche piovute dagli spalti.
«Il pubblico può festeggiare con noi ed applaudirci oppure può esprimere disapprovazione» – ha raccontato a proposito nella consueta conferenza stampa del martedì pomeriggio il tecnico della Virtus Lanciano, Marco Baroni – «ma il mio del post partita era soltanto un invito. Qualcuno ha giocato con queste mie parole. Non sono affatto nervoso ed ho detto quelle cose soltanto per difendere i ragazzi a qualsiasi costo. So quanto città e tifosi sono contenti di quanto stiamo facendo».
Parole distensive che però in sostanza confermano il concetto espresso nel post gara con la Juve Stabia: «i tifosi so che hanno capito. Il mio voleva essere soltanto un invito a comprendere che restano ancora 15 gare e ci sarà ancora molto da soffrire». 

Ieri doppia seduta di allenamento per i rossoneri. Buone notizie per il tecnico frentano giungono dall'infermeria che lentamente inizia a svuotarsi. Sono rientrati in gruppo infatti Turchi e Ferrario, che restano però in dubbio per Bari, oltre ad Amenta e Casarini, che avevano subito qualche piccolo acciacco nel match vinto sabato con la Juve Stabia. Ancora lavoro differenziato.
Non hanno ovviamente partecipato alla seduta De Col e Comi, convocati dal Ct Di Biagio in Under 21. Per Bari mancherà per squalifica Buchel, che verrà sostituito con ogni probabilità da Minotti che completerà il reparto insieme a Casarini e Paghera.
Andrea Sacchini