VISITA E PROFEZIE

Franceschini a L’Aquila: «tra cinque anni restituiamo la città al mondo»

Cialente: «finalmente il Governo ci ascolta»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4492






L'AQUILA. Sandro Bondi, Giancarlo Galan, Lorenzo Ornaghi, Massimo Bray e Dario Franceschini: sulla ricostruzione aquilana dal 2009 ad oggi la palla è passata di mano a cinque ministri dei Beni Culturali diversi.
Per non contare quelli dell’Economia (4), o della Coesione territoriale (2) o gli stessi presidenti del Consiglio (Renzi sarà il quarto) che hanno dovuto gestire il caso.
Oggi tocca dunque al neo ministro a Franceschini occuparsi de L’Aquila e l’esponente del Pd, proprio come il suo predecessore Bray, ha deciso che la prima uscita pubblica dovesse essere la città terremotata.
Stamattina l’amministrazione Cialente ha cercato un nuovo referente, ha cercato nuove rassicurazioni, altri fondi e la città ha accolto la tipica ondata di reazioni a catena del ministro di turno: dall’incredulità per un capoluogo di regione ancora distrutto, alle perplessità sulla carenza dei fondi o ancora le ennesime promesse per il futuro.
Franceschini ha girato per il centro storico, si è infilato anche in un negozio di pasta fresca in via Garibaldi.
Il proprietario, Rodrigo Mimmone, ha sgranato gli occhi per la sorpresa, ma subito è partito al contrattacco: «Ministro, non gliela facciamo, abbiamo riaperto da due anni e questo è quello che incassiamo - fa il commerciante buttando sul bancone il registro degli incassi - Inps, Inail, perché dobbiamo pagare tutte queste tasse? E' dura, lo capisce».
«Dovete resistere», ha replicato l’esponente del Governo Renzi.
«La sfida tutta italiana», ha detto il ministro, «è quella di riconsegnare L'Aquila in cinque anni agli aquilani, ma nello stesso tempo farla ridiventare quella meraviglia architettonica che era, in un contesto di città vissuta».
Franceschini ha ricordato che era andato a L’Aquila il 7 aprile 2009, in veste di privato cittadino, «benché all'epoca fossi segretario del Pd, per capire cosa fosse successo. In seguito ci sono venuto altre volte. So che all'Aquila c'è stato impegno da parte dello Stato, ma anche tanti ritardi e promesse non sempre rispettate. So anche che non si può ricostruire questo centro storico così meraviglioso solo con l'impegno delle risorse locali o con regole di ordinanza. La nostra sfida ora è quella per un progetto di 'L'Aquila viva’, per consegnarla in cinque anni al resto del mondo, con gente felice e con una potenzialità turistica enorme».
«Sono degli eroi», ha ripetuto più volte Franceschini al sindaco Cialente riferendosi ai commercianti che sono tornati nel centro storico. «E chi apre se non c'è clientela?» ha detto visitando altre attività commerciali, una pasticceria, una macelleria e una libreria nella quale gli sono stati regalati libri tra i quali un titolo emblematico 'Abruzzo in festa'. «Che bravi. Sono eroici questi che riaprono senza abitanti e che vivono così faticosamente. Quindi serve un progetto nazionale che aiuti le attività che fanno rivivere il centro, non servono solo i monumenti, ma misure straordinarie. Evitare ordinamenti lenti e ingorghi istituzionali».

CIALENTE: «SODDISFATTISSIMO»
«Sono soddisfattissimo dell'incontro», ha detto il sindaco. «Sarà lo stesso ministro - ha proseguito Cialente - a spiegare quanto si è deciso ma devo dire che noto un cambio di passo, è una svolta rispetto ad altri governi. Lui è arrivato pochi giorni dopo che io l'ho chiamato e ha condiviso con noi di fare de L'Aquila una grande scommessa e una questione nazionale da risolvere in cinque anni. Soprattutto vedo un governo impegnato seriamente a risolvere la questione aquilana».
Secondo quanto ha raccontato il primo cittadino, in risposta ai dubbi del ministro su come fosse possibile un ripopolamento del centro storico, Cialente ha spiegato che serve «credito d'imposta per gli interventi di ristrutturazione dei negozi, no Tarsu per cinque anni e nuova politica degli affitti». Queste sono le linee-chiave espresse e concordate, ma come ha detto Cialente, questa volta «c'è un governo che ti ascolta. Non è un caso che contrariamente al passato sia stato Delrio a chiamarmi personalmente per informarmi di certe attività governative».
La strategia di Franceschini, espressa da Cialente, è quella di un ministero come quello dei Beni culturali che diventa chiave di volta per la ristrutturazione. Cialente ha detto che il ministro «vuole creare una struttura nel ministero dove siano concentrate le competenze della ricostruzione, del restauro e del turismo». Successivamente il sindaco Cialente ha spiegato che l'idea forte di Franceschini è quella di distinguere «la ricostruzione post sisma per l'Emilia da quella de L'Aquila. Se in Emilia le maggiori competenze appartengono al ministero dello Sviluppo economico, L'Aquila è città di cultura e quindi è interesse primario dei Beni culturali».
Cialente ha spiegato che, per gli aspetti legati alle risorse, «si sta facendo strada l'idea di una struttura che ricostruisca L'Aquila paritaria tra Presidenza del Consiglio con Delrio e ministero delle Finanze con Legnini».
Soddisfatta anche la senatrice Stefania Pezzopane: «si vede che la musica è cambiata. La pronta risposta di Renzi e Franceschini dimostra che questo è un governo politico fatto da politici e ha subito risposto ai nostri appelli. L'Aquila - conclude - torna ad essere una vertenza nazionale».