L'INTERROGAZIONE

Incompatibilità Trigilia, ministro in aula: «ho seguito le regole e i principi di economicità»

Vacca (M5s) insoddisfatto: «o è ingenuo o in mala fede»

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ROMA. «Tutto in regola, sono rimasto al mio posto perché la legge me lo consente e anche per motivi di opportunità».
Così il ministro Carlo Trigilia ha risposto questo pomeriggio all’interrogazione del deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca.
Il Movimento 5 Stelle contestava la permanenza del ministro all’interno della commissione concorsuale universitaria anche dopo la sua nomina istituzionale.
«Si tratta di un atto che contrasta con i più elementari principi di imparzialità», ha spiegato Vacca, «in contrasto con il Dpr 382 del 1980 che prevede la sospensione dal ruolo di docente universitario e, conseguentemente, da commissario concorsuale, quando sopravvenga una nomina politica parlamentare o governativa».
Ma il ministro Trigilia oggi pomeriggio in aula ha smentito quest’ultimo elemento e sostenuto che proprio il Dpr consente la possibilità di restare al proprio posto «qualora la nomina di ministro sia successiva a quella di membro della commissione di concorso».

«Io sono entrato nel governo Letta il 28 aprile 2013», ha ricordato, «mentre 4 mesi prima ero entrato nella commissione». Trigilia ha parlato anche di questioni di «opportunità» che lo avrebbero spinto a restare al suo posto: «mancava solo un mese alla conclusione dei lavori, e avevamo quasi terminato per la prima fascia di concorso dove partecipavano 69 candidati. Se mi fossi tolto si sarebbe determinato un ritardo, necessario per la nomina del sostituto. Inoltre il nuovo membro avrebbe potuto, in linea di principio, rivedere tutti i giudizi e la commissione avrebbe dovuto rivedere tutto il lavoro svolto fino alle mie dimissioni».
Il ministro ha spiegato dunque di aver agito «seguendo motivi di economicità e continuità del procedimento che costituiscono la ratio della norma che sospende l’incompatibilità. Il buon andamento dell’amministrazione dovrebbe stare particolarmente a cuore ai deputati del Movimento 5 Stelle».
Vacca non si è ritenuto soddisfatto per la replica di Trigilia: «il ministro sa bene che la frase contenuta nel Dpr dell’80 sull’incompatibilità si presta ad una duplice interpretazione. O lei è ingenuo», ha detto il deputato del 5S, «e sarebbe grave o è in completa mala fede e non può non sapere le proteste che ci sono state. Doveva dirci reali motivazioni che l’hanno spinta a non dimettersi. Speriamo che non venga rinominato in caso di un rimpasto di governo»