ALI TARPATE

Aeroporto Preturo tra inchieste, liti e bocciature eccellenti. Ministro: «meglio che non nascesse»

Confcommercio: «una cattedrale nel deserto»

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L’AQUILA. Tempi duri per l’aeroporto di Preturo che non riesce proprio a decollare.
Nelle ultime ore anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha detto la sua sulla questione. Ai microfoni di Rete 8 ha espresso perplessità sui troppi scali italiani e sostiene che anche in Abruzzo la situazione sia critica. Nulla di nuovo rispetto ai mesi scorsi ma le dichiarazioni rilasciate in queste ore, in un momento in cui l’argomento è tornato incandescente, rischiano di creare un ennesimo caso politico.
«In Italia ci sono troppi aeroporti, anche in Abruzzo», dice Lupi.
«Penso che ne nascono alcuni che forse era meglio che non nascessero. Ogni riferimento a L’Aquila è puramente casuale», dice con un sorriso. «Io sono abituato a dire quello che penso. I miei genitori sono abruzzesi e mi hanno educato, grazie a Dio, ad avere una delle caratteristiche della gente d’Abruzzo, concreta pragmatica e sincera». 

Come reagirà il sindaco Massimo Cialente che da tempo sostiene che ci sia una fazione pro-Pescara che vuole affossare Preturo?
Intanto la magistratura nei giorni scorsi ha aperto una inchiesta. Ad indagare è la procura distrettuale antimafia; l’indagine sarebbe partita da una serie di esposti riguardanti la travagliata vicenda legata alla gestione dell’aviosuperficie da parte dell’Aeroclub.
Quest’ultimo fu estromesso dalla gestione: seguì uno strascico di denunce in sede penale e in sede amministrativa. Gli inquirenti sono al lavoro, silenziosamente. Al momento non ci sarebbero indagati.
Ma questo non è il solo problema, mentre il manager della Xpress, gestore dell’aeroporto Tamburro, Giuseppe Musarella, commenta alla stampa: «se non andiamo bene, siamo pronti a rescindere la convenzione ventennale con il Comune dell’Aquila per la gestione dello scalo».
Sempre Musarella spiega che se la Xpress dovesse andare via da Preturo, lo scalo perderebbe in automatico la certificazione al volo commerciale e non solo. «Insomma si tornerebbe allo stato di 20 anni fa e l’aviosuperficie diventerebbe un campo per pascolare le pecore».

Ancora buio fitto sulle nuove tratte, la società spiega che metterà in vendita i voli al 50% del costo del biglietto. Si riuscirà a mantenere in piedi la sopravvivenza economica? Il Comune a fine 2013 ha approvato il progetto per lavori «indispensabili per la messa in sicurezza» dello scalo. Una operazione che costerà alle casse pubbliche 2,8 milioni di euro. Pare che non ci siano i presupposti per immaginare nuovi ‘aiutini’ economici e quelli che sono arrivati in passato sono stati pure ritirati, come il finanziamento di 800 mila euro concesso e poi revocato dalla Regione per le assunzioni effettuate dalla Xpress che non sarebbero state utilizzate per lo scalo di Preturo sebbene i fondi fossero riservati proprio all’occupazione regionale.
Nelle ultime ore anche Confindustria ha preso una posizione netta: ha bocciato l’idea del referendum consultivo lanciata dal sindaco Massimo Cialente ma soprattutto ha bocciato lo scalo stesso: «Non vi sono posizioni personali o strumentali», dice l’associazione di categoria, «ma è una critica fondata non su generici timori e preoccupazioni bensì sulla certezza convinzione che su un bacino di utenza così limitato e con le avverse condizioni morfologiche e climatiche del territorio (basti pensare che ad oggi le autorizzazioni sono solo per atterraggi a vista), ci ritroveremo a dover commentare l’ennesima “cattedrale nel deserto” in questa città».
Per Confindustria, dunque, lo scalo di Preturo non è «una priorità» e sottolinea: «siamo già una comunità fortunata potendo scegliere tra ben tre diverse soluzioni ad una distanza di appena un’ora e trenta».

CIALENTE: «PER NOI PRESIDIO DI SICUREZZA»
«Per una realtà come quella dell' Aquila l'aeroporto è un presidio di sicurezza». Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente replica al ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi.
«Apprezzo la sincerità del ministro e con altrettante sincerità rispondo - continua Cialente - se lo scalo aquilano non fosse mai nato la notte del sisma non so come avremmo evacuato l'ospedale. Il ministro dovrebbe sapere che l'unico collegamento è l'autostrada. Se quella notte maledetta la scossa avesse messo fuori uso anche un solo cavalcavia, che cosa sarebbe accaduto, considerando che, nonostante la mia richiesta di stato di emergenza, all'Aquila erano in servizio solo otto vigili del fuoco?». Cialente parla pacatamente, ma sull'argomento è un fiume in piena: «Forse il ministro Lupi non sa che per verificare e intervenire sui danni sul tratto autostradale L'Aquila Est-L'Aquila Ovest, lo stesso è rimasto chiuso per circa 2 mesi - spiega ancora - così come furono chiuse diverse strade provinciali per rischio smottamenti e frane, anche per mesi». Il sindaco si rivolge a Lupi anche sulla gestione: «Con la stessa sincerità vorrei chiedere al ministro di non spaventarsi per questa predisposizione di aeroporto privato, il cui futuro dipenderà esclusivamente dalle scelte e dalle capacità del territorio. Gli consiglierei di seguire con attenzione questa nostra esperienza e nel contempo sperimentare - conclude - l' efficienza e l'efficacia degli aeroporti pubblici italiani».

a.l.