SERIE B

Pescara Calcio. Marino sulla graticola. Repetto risponde alle polemiche: «il mister resta»

Critiche anche sul mercato condotto a gennaio: «fatto il possibile

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PESCARA. La gara con il Varese di sabato potrebbe rappresentare l'ultima spiaggia per Pasquale Marino, messo da più parti sulla graticola a causa degli scarsi risultati di questo inizio anno. La realtà è che le responsabilità del tecnico, precise ed innegabili, debbano essere aggiunte a quelle di una società che indubbiamente ha commesso errori più o meno marcati in fase di allestimento dell'attuale organico. Questa mattina dalla nuova sede sociale di Via Paolucci ha parlato alla stampa il responsabile dell'area tecnica Giorgio Repetto, che ha fatto il punto della situazione dopo il vespaio di polemiche sollevate nelle ultime settimane dalle prestazioni poco positive della squadra, con la sconfitta imbarazzante di Crotone che ha lasciato un profondo segno nell'ambiente: «mi sembrava giusto parlare lasciando più tranquilli i calciatori. Non riesco a capire cosa sta succedendo. Se analizziamo il campionato abbiamo avuto risultati altalenanti è difficile capire il motivo di questa flessione. Ci manca continuità».
«La classifica di per se non è preoccupante» – continua Repetto – «ma siamo scivolati nella parte destra della classifica. C'è tempo e modo per recuperare perché la classifica è cortissima ma bisogna reagire».
A preoccupare sono state queste 4 sconfitte consecutive arrivate in diverso modo. Se col Trapani la squadra aveva comunque espresso un calcio apprezzabile fatto di velocità, verticalizzazioni e conclusioni verso la porta, con Juve Stabia e Crotone non si è visto nulla di ciò, con la squadra svuotata di motivazioni e determinazione: «sono state tutte sconfitte diverse l'una dall'altra. Con l'Empoli poteva essere plausibile spingere per cercare la vittoria in superiorità numerica, però abbiamo sbagliato a non accettare un eventuale pareggio. La squadra ha spinto in attacco nel tentativo di avvicinare una posizione da promozione diretta. A Castellammare abbiamo giocato male e nel momento di chiudere l'incontro abbiamo regalato il pareggio e la vittoria. Col Trapani tutto bene e siamo stati puniti da episodi e da sfortuna. Poi Crotone, sembrava una squadra lenta e disunita con poca voglia di aiutarsi. Non ho visto la compattezza che si era vista nelle precedenti partite. Poco cuore, poca attenzione e concentrazione».
«Una prestazione del genere è logico che è preoccupante» – ammette il Ds adriatico – «e le responsabilità sono sempre di tutti. Io posso sbagliare la scelta di un giocatore, l'allenatore può sbagliare a fare la formazione. In questo periodo abbiamo fatto molti errori».
Varese potrebbe essere decisiva per il futuro di Marino sulla panchina del delfino: «tutti siamo sotto esame e sempre. Noi però non abbiamo nessuna intenzione di cambiare allenatore ed il presidente l'ha confermato più volte. Marino è lo stesso allenatore che aveva fatto tantissimi punti fino a 4 partite fa. Ci sono anche i momenti nel pallone, positivi e negativi. Questo è un periodo no».

MERCATO. FATTO IL POSSIBILE PER EVITARE IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA
Molte critiche sono piovute sulla società per un mercato povero e condotto senza particolari sussulti, con operazioni più o meno di valore condotte soltanto negli ultimi giorni di trattative: «questa squadra non è mai stata costruita in estate per ammazzare il campionato. Abbiamo ereditato una squadra che si portava dietro le sconfitte e gli ingaggi dell'anno scorso. Muoversi sul mercato era quasi impossibile. C'erano delle difficoltà oggettive. Vukusic ad esempio è stato il più grande investimento della storia del Pescara e qui per diversi motivi non è riuscito ad imporsi ed è stato difficile piazzarlo».
«Gente come Cacia ed Ardemagni» – puntualizza Repetto – «erano imprendibili per ingaggi astronomici. Cacia guadagnava a Verona 900mila euro mentre Ardemagni è andato a Capri per 400mila euro per sei mesi. Dobbiamo ridurre i sogni di grande gloria a livello di investimenti, perché oramai è impossibile farli ed il discorso è più che altro generale. Bisogna evitare di fare il passo più lungo della gamba. L'anno prossimo il paracadute non c'è e non abbiamo grandi contributi ed avremo un monte ingaggi elevatissimo perché rientreranno dai prestiti Bianchi Arce e Vukusic che hanno uno stipendio fuori misura».
Alcune scelte del tecnico (Caprari titolare a Castellammare di Stabia dopo soli 3 giorni di allenamento, ndr) hanno probabilmente destabilizzato lo spogliatoio: «il mercato non ha rotto gli equilibri. In estate abbiamo comprato tanti giovani che poi non sono stati ritenuti idonei tecnicamente a giocare. A questo punto abbiamo preso giocatori pronti come Bovo e Salviato che hanno anche un curriculum importante. Samassa è un giocatore che può esplodere o meno, ma ha doti. Ha qualità fisiche e tecniche buone ed a Verona non si è ambientato bene. A Pescara c'è un'atmosfera diversa che potrebbe giovarlo. Sei giocatori sono andati via e sei sono arrivati anche in attacco. Stesso discorso per porta, difesa e centrocampo».
«La scelta di Caprari titolare subito?» – precisa Repetto – «i giocatori a volte devono avere capacità di autocritica. Se non si è in forma bisognerebbe essere onesti nell'ammetterlo. Caprari è stato visto pronto ed ha giocato una buona gara. L'allenatore ha il ruolo più difficile nel calcio. Con una rosa un po' più matura e larga è più difficile fare delle scelte, soprattutto ora che i giocatori sono tutti maturi e di buon livello ed esperienza».
Sul futuro e sulle reali potenzialità di questo gruppo dirigente: «se andassimo in Serie A farei una squadra di Serie B perché le possibilità sono queste e più di 800mila euro un milione per 2-3 giocatori non si possono spendere. L'anno scorso il Pescara ha speso 39 milioni di euro a fronte di 32 di incassi. Le cifre sono queste e club come il Pescara devono tenere questo tipo di profilo».

Andrea Sacchini