I RITORNI

Il ritorno di Cialente, la voce dei contestatori e la gioia di Pezzopane: «missione compiuta»

Sit-in protesta comitati fuori Aula consiliare

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L’AQUILA. Massimo Cialente è tornato e da oggi L’Aquila «volta pagina».
La città inizia una nuova fase, ha sostenuto il primo cittadino presentando alla stampa il suo nuovo vice, l’ex procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi, che vigilerà (a costo zero per l’amministrazione) sulla ricostruzione post sisma
Durante la conferenza stampa al di fuori dell'Aula consiliare è stato messo in atto un sit in di protesta dei comitati cittadini che invece chiedevano la conferma delle dimissioni. Esposti striscioni tra cui quello con la scritta "ma quale complotto è il solito ricatto", «Cialente Vattene».
Il comitato 3e32 parla di «pantomima» del «dimissionario seriale» rappresentato in alcuni manifesti come un clown dal volto bianco con il naso rosso.
«Lui e la coalizione di centro – sinistra – destra che lo sostiene, stanno in maniera del tutto irresponsabile condannando a morte una città intera, solo per mantenere il loro potere e le loro poltrone. Un potere che, tra l’altro, si sintetizza benissimo nel personalismo di Cialente, che tanto ricalca quello espresso da Berlusconi, Bertolaso e Gianni Letta».
Per il 3e32 il problema del territorio non è solo Cialente «ma il sistema di clientele, poltrone, favori che lo sostiene e che ha permesso che la ricostruzione materiale, economica e sociale sia un affare di pochi. Non basta una pennellata di finta trasparenza e un magistrato come vicesindaco per camuffare il sistema che coinvolge e soddisfa i poteri forti della città, che abbracciano indistintamente centrodestra e centrosinistra».
Tante le voci critiche che si sono levate sebbene il sindaco abbia parlato di «forti pressioni» da parte di esponenti politici e semplici cittadini che lo avrebbero inondato di messaggi d’affetto per convincerlo a rientrare.
Per la senatrice Paola Pelino (Forza Italia) adesso « i cittadini dell'Aquila sono due volte vittime innocenti: per la tragedia del terremoto e per calcoli politici. Evidentemente ordini di partito venuti dai piani alti gli hanno imposto tale decisione».
«E’ l’ennesima “cialentata” messa in atto dal sindaco dell’Aquila, il quale, anziché occuparsi dei problemi della città, e sono tanti, perde il tempo con queste pagliacciate che fanno male alla comunità aquilana», commenta il presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano. «Se il centrosinistra aquilano è capace solo di esprimere questa classe dirigente, cioè chiacchierona, irresponsabile e distante dai cittadini, appare inutile e anacronistica rincorrere qualsiasi altra soluzione finalizzata a risolvere i problemi della città e rilanciare la ricostruzione dell’Aquila. Il succo alla luce della conferenza stampa di oggi – conclude Pagano – è sempre lo stesso».

Per Giorgio De Matteis, vice presidente vicario, che nei giorni scorsi aveva annunciato dimissioni di massa nel caso di un ritorno del sindaco, l’arrivo di Trifuoggi conferma che fino ad oggi al Comune dell’Aquila è «stato un vero e proprio far west ed è mancata la legalità».
De Matteis fa notare che nessuna delle motivazioni che avevano prodotto le dimissioni sia stata contraddetta o rimossa. Nell’ordine: la sconfessione del governo, l’abbandono da parte del vertice romano del suo partito, la richiesta di sostituzione di Trigilia. Il ministro resta al suo posto, il governo non ha emesso suono in difesa di Cialente, il Pd nazionale tace. Ma lui è tornato «a grande richiesta».
«E l'ennesimo disperato tentativo del sindaco aquilano di salvare la sua immagine dagli scandali che nelle ultime settimane hanno travolto la sua amministrazione, un gioco di prestigio con il quale cerca di nascondere le proprie colpe e responsabilità politiche» dice invece la senatrice del Movimento 5 Stelle Enza Blundo. « L'Aquila ha bisogno di una nuova classe politica che sappia rispondere ai bisogni di tutta la cittadinanza e che sia capace di ricostruire il senso di comunità tra i cittadini» - conclude Blundo.

PEZZOPANE: «MISSIONE COMPIUTA»
Per la senatrice Stefani Pezzopane, invece, la «missione è compiuta» e l’'incarico affidato a Nicola Trifuoggi «è un segnale importante di un'Amministrazione che intende continuare ad operare nella legalità, adesso ancor più di prima. Ora l'Amministrazione può ripartire, con maggiore slancio e vigore, a testa alta».
Anche il presidente dell’Ance, Gianni Frattale è soddisfatto: «andare alle elezioni ora sarebbe stata una dannosa forzatura per una città che vive un momento delicatissimo per la sua rinascita. Messa a punto la macchina, ora bisogna trovare la benzina per rispettare il cronoprogramma al quale è appeso il destino di migliaia di persone oneste e d’imprese che svolgono correttamente il loro lavoro. Non avremmo potuto permetterci, in un momento così particolare, il lusso di perdere cinque mesi nei veleni di una campagna elettorale e di vedere strumentalizzati temi vitali. Il Procuratore Trifuoggi in Giunta è per noi imprenditori un forte elemento di garanzia ed un primo segnale della volontà di cambiare passo».
Confindustria L’Aquila chiede invece di premere l’acceleratore sul pedale della trasparenza: «proponiamo di rendere pubblici gli importi dei lavori post sisma che ogni singola azienda ha realizzato o si è aggiudicato, siano essi pubblici che privati. Vediamo quanti milioni sono ricaduti sulle imprese locali e quanti sono usciti dal territorio». C’è poi ancora la battaglia aperta circa la restituzione delle tasse, pari a circa 500/600 milioni di Euro: «nessuno ci ha dedicato attenzione a livello nazionale. Abbiamo i 100 milioni di Euro delle Attività produttive bloccati, e nessuno si scandalizza di ciò», protesta Ezio Rainaldi – Delegato di Confindustria L’Aquila alla ricostruzione.