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L'Aquila. Celso Cioni a Piazza Pulita: «vogliamo le zappe non il grano»

Le interviste dal capoluogo abruzzese dopo la protesta di ieri del vertice di Confcommercio

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L’AQUILA. Città deserta. La notte è spettrale, la piazza del Comune è senza vita, il Palazzo di città ancora distrutto e attende di essere ristrutturato.
Ieri sera la trasmissione di La7, Piazza Pulita, di Corrado Formigli, ha acceso i riflettori sulla situazione drammatica che vive la città de L’Aquila anche dopo le dimissioni del sindaco Cialente che continua a parlare rilasciando nuove dichiarazioni anche ieri sera.
Celso Cioni, rappresentante della Confcommercio, ha spiegato ieri sera in diretta il suo gesto di protesta estrema:  «le banche stanno strozzando le piccole imprese. Siccome loro i piccoli imprenditori non possono parlare ho ritenuto giusto dare una mano a queste persone. Vogliamo far sapere a tutti che non sono soli e che faremo tutto quello che è necessario».
Che cosa ha fatto scattare questo gesto?
«Il problema è l’accesso al credito. I negozi che stavano qui in centro sono stati costretti ad andare via… gli hanno detto “te ne devi andare da qua e vai dove vuoi”. E per fare questo hanno dovuto indebitarsi. Ora però le banche li inseguono e pretendono i loro soldi, così i piccoli negozianti rischiano il fallimento. La politica deve cambiare completamente approccio su questo argomento. Noi non vogliamo il grano, vogliamo le zappe per seminare».
Dopo le reiterate minacce di darsi fuoco a coloro che hanno tentato di forzare la portare, l'imprenditore, che ha avuto numerosi attestati di solidarietà, tra cui quello del presidente nazionale della Confcommercio, Carlo Sangalli, ha posto fine alla protesta nel primo pomeriggio uscendo da una porta secondaria e non partecipando alla riunione con il prefetto.
Sul caso sul quale indagano i carabinieri, la procura dell'Aquila ha aperto una inchiesta: Cioni, almeno teoricamente, rischia di essere denunciato per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme.
«Il Governo e la politica tutta - ha spiegato Sangalli - oltre a non aver ancora risolto i problemi strutturali dell' economia, stanno facendo troppo poco per restituire fiducia a famiglie e imprese vista l'assenza di un progetto credibile di ripresa economica e sociale».
 Il ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello a margine delle celebrazioni per il 99esimo anniversario del terremoto di Avezzano (L'Aquila) ha spiegato che il governo andrà fino in fondo sulla ricostruzione. Ma l'intensa giornata è stata caratterizzata anche dall'attacco della maggioranza di centrosinistra al ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, accusato di essere «uno sciacallo», del quale la senatrice del Pd Stefania Pezzopane ha chiesto al premier Letta il ritiro della delega sulla ricostruzione.

L’entusiasmo per la ricostruzione che c’era subito dopo il terremoto è andato scemando, ha poi spiegato una studentessa, a causa della lentezza e dei fatti che sono accaduti.
Hanno poi parlato anche alcuni studenti :«oggi rimanere a L’Aquila significa essere molto coraggiosi perchè implica molte rinunce»