DENTRO LA BUFERA

Scandalo Tercas, «azionisti e risparmiatori sconcertati». La banca si costituisce parte civile

Nuzzo: «provvederemo alla tutela dei nostri interessi»

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TERAMO. Il presidente della Fondazione Tercas, Mario Nuzzo, prende posizione riguardo alle note vicende che hanno coinvolto Banca Tercas.
Fine 2013 molto difficile per l’istituto di credito con il provvedimento restrittivo dell'ex direttore generale, Antonio Di Matteo, le perquisizioni della guardia di finanza, l'azione di responsabilità intentata dal commissario Riccardo Sora nei confronti di ex amministratori della stessa banca.
Di Matteo è indagato per un buco da 220 milioni di euro alla Tercas e nella stessa inchiesta sono finiti anche altri 18 indagati tra i quali l'ex presidente di Banca Tercas Lino Nisii, il manager nel settore televisivo Francescantonio Di Stefano
La procura ha disposto anche il sequestro preventivo per equivalente di conti correnti, rapporti finanziari, partecipazioni societarie, beni immobili e mobili fino a un massimo di 199 milioni di euro, frutto secondo il quadro accusatorio dei reati di associazione per delinquere transnazionale, riciclaggio, appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta aggravata.
Le indagini penali e civili, come emerse dalle cronache giornalistiche ha detto Nuzzo, «hanno portato alla luce i contenuti concreti delle gravi irregolarità di gestione della banca dichiarate nel provvedimento di commissariamento e fino ad allora occultate dai responsabili, tanto da non poter essere rilevate neppure dalla Banca d'Italia nello svolgimento della propria attività di vigilanza. In questa situazione, la Fondazione - che si ritiene soggetto più di tutti danneggiato dagli illeciti che le indagini penali e l'attività del commissario straordinario stanno consentendo di accertare - provvederà alla tutela dei propri interessi in tutti i modi consentiti dalla legge, sia a fianco degli altri danneggiati che in via autonoma».
Nuzzo ha sottolineato come queste notizie abbiano diffuso nuove preoccupazioni e sconcerto nell’ opinione pubblica ed in particolare tra gli operatori, i dipendenti, i risparmiatori e gli azionisti che da queste notizie ricavano ulteriori incertezze per il futuro.
La Fondazione Tercas ha ribadito il proprio impegno, in costante collaborazione con il commissario straordinario, con l'Autorita' di Vigilanza e con la Banca Popolare di Bari, «per ogni azione volta a consentire la positiva conclusione della fase di commissariamento della banca».
Ma anche la propria fiducia nel prossimo ritorno ad una gestione ordinaria che ne confermi la figura e la funzione di banca del territorio e la leadership nella regione Abruzzo del cui tessuto socio-economico essa e', «e deve rimanere, parte integrante a tutela delle famiglie, degli operatori, dei dipendenti, della clientela e degli investitori», ha concluso Nuzzo.
La scorsa settimana Di Matteo è passato dagli arresti in carcere ai domiciliari. Per il gip sarebbe «concreto e attuale (anzi particolarmente qualificato) il pericolo che l’indagato continui in operazioni distrattive o di riciclaggio, sia pure solo nel tentare di mettere al sicuro le ingenti somme già illecitamente acquisite. Da recenti intercettazioni – annota il gip– è risultato in particolare come il Di Matteo, mutuando schemi propri della criminalità organizzata, si stia preoccupando anche di coadiuvare il Di Stefano nell’indicare le strategie difensive e predisporre le difese giudiziali nelle cause di opposizione ai decreti ingiuntivi di cui il Di Stefano è stato destinatario da parte di Banca Tercas».