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Chiodi chiude i rubinetti del Cram: «basta gite a spese degli abruzzesi»

«Perché nessuno ha indagato sulle spese della Regione in Brasile?

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ABRUZZO. «C’è un tale, il cavaliere Enzo Alloggia, che mi bombarda con richieste di soldi».
Il presidente Gianni Chiodi in conferenza stampa ieri mattina ha sfoderato lo smartphone e ha raccontato che non se ne può più di richieste che piovono da destra e sinistra e ringrazia gli uffici della Regione per aver stilato un bilancio che lo convince, tagli compresi.
Alloggia, ha spiegato sempre Chiodi, insisterebbe per ottenere soldi per il Cram, il Consiglio regionale degli abruzzesi all’estero che per anni ha goduto di importanti investimenti. Ma il presidente ha avvertito tutti alzando le spalle: i rubinetti sono stati chiusi, «sono finite le gite, per i nostri e per loro».
Ed infatti proprio oggi Alloggia, componente del Cram e della Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera lamenta anche pubblicamente, via Facebook, la mancanza di soldi per gli emigranti: «Bilancio Regione Abruzzo 2014: al capitolo emigrazione “€ 0,00” . Cari “Ambasciatori dell’Abruzzo nel Mondo” meditiamo, meditiamo, meditiamo!!!!! Ancora una volta presi per i....... Fondelli. Buon anno a tutti (almeno si spera) con la speranza che il CRAM viva ancora».

Ma qualcuno dovrà avvertire Alloggia che Chiodi non ha intenzione di spendere più un euro. Questa è la chiara impostazione del centrodestra a fine mandato e magari questa linea sarà ribaltata dal centrosinistra, qualora dovesse tornare al Governo.
Erano proprio gli esponenti dell’opposizione, infatti, anni fa, i grandi sostenitori delle rimpatriate con i connazionali in giro per il mondo. In prima linea Donato Di Matteo, all’epoca presidente del Cram grande sostenitore di cene, musica, ed escursioni pagati con i soldi dei contribuenti. Rinsaldare i rapporti con la comunità abruzzese nel mondo è di sicuro un aspetto importante e forse vitale anche per campi come cultura ed economia ma sono sconosciute ad oggi le ricadute pubbliche di tutti gli investimenti fatti negli ultimi dieci anni per il Cram. Oltre i viaggi e la sovvenzione di associazioni all’estero che cosa si è ottenuto da questa strategia?

Parole, molte parole, , tante foto e comunicati stampa per far sapere agli abruzzesi in “patria” cosa facevano in giro i consiglieri regionali fortunati del Cram che portavano in giro anche una nutrita delegazione di accompagnatori.

La cosa è continuata anche con l’arrivo del centrodestra: a novembre 2010 tutti a Buenos Aires, (anche i consiglieri regionali Ricardo Chiavaroli (Pdl), Franco Caramanico (Sel), Antonio Prospero (Pdl), e nel 2012 in Canada, alle Cascate del Niagara, (parteciparono il consigliere Antonio Prospero accompagnato dall’assessore alla Cultura Luigi De Fanis e dal consigliere Emilio Nasuti, presidente della Commissione Bilancio).
Da anni, infatti, esponenti della politica regionale, di centrosinistra e centrodestra, se ne vanno a spasso per il mondo per le riunioni con i connazionali che vivono lontano dall’Abruzzo e non risulta che nessuno abbia lamentato lo scarso ritorno o lo spreco di soldi. Nessuno. Purtroppo nemmeno Chiodi che è noto per i suoi giudizi anche molto forti e poco diplomatici (noi non dimentichiamo le sue accuse di truffa lanciate ai danni di Selex si Sabatino Stornelli nell’ambito dei rapporti con Abruzzo Engineering) negli scorsi anni ha detto molto ed ha lasciato fare mentre ieri ormai a mandato “legalmente” scaduto ha pensato di lanciare l’anatema.
«La pacchia è finita» per parafrasare il pensiero del presidente. «Il Cram non è obbligatorio» ha insistito Chiodi, «stop alle gite in giro per il mondo, adesso basta, è finito». Il presidente ha sottolineato anche la chiusura delle sedi della Regione in Romania e in Brasile: per quest’ultima «non abbiamo avuto nemmeno i rendiconti di quello che hanno fatto ma la stampa non ha calcato la mano. 


Invece sul fatto dello champagne (di De Fanis pagato con i soldi della regione, ndr) si è scritto molto… fa molto più effetto. Perché nessuno ha indagato su queste cose? Adesso la minoranza viene a rimproverarci ma all’epoca nessuno si poneva l’interrogativo su cosa si faceva con i soldi del Cram. Il mondo è cambiato e lo dico forte e chiaro anche all’opposizione».
Di punti oscuri da chiarire in questa gestione della regione ed in quella precedente ce ne sono molti ma finora nessuno ha trovato “interesse” per metterli in discussione, visto che il solo interesse pubblico non basta.
Speriamo allora nella campagna elettorale?