L'INTERROGATORIO

De Fanis in Procura nega la tangente: «nella consegna di quella busta nulla di anomalo»

Avvocato chiederà nelle prossime ore la revoca dei domiciliari

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PESCARA. «Abbiamo fornito tutti i chiarimenti che ci sono stati richiesti e abbiamo risposto a tutto. Le domande hanno riguardato esclusivamente i fatti contestati. Non si e' proprio parlato del contratto d’amore».
Lo ha detto, oggi, a Pescara, l'avvocato Domenico Frattura al termine dell'interrogatorio dell'ex assessore regionale alla cultura Luigi De Fanis, finito agli arresti domiciliari il 12 novembre scorso nell'ambito dell'operazione denominata "Il Vate". Da un mese e 18 giorni l’ex amministratore pubblico si trova rinchiuso nella sua abitazione di Montazzoli e nemmeno le immediate dimissioni dalla giunta Chiodi gli hanno consentito di poter tornare il libertà.
Il riferimento al ‘contratto d’amore’ è al presunto accordo che sarebbe stato stipulato nei mesi scorsi tra De Fanis e la sua segretaria Lucia Zingariello. L’assessore avrebbe obbligato la donna a fare sesso per un tot di volte al mese in cambio di denaro. L’esistenza di quel documento era stata rivelata qualche settimana fa dal quotidiano La Repubblica ma smentita sia dai diretti interessati che dalla Procura.

E' stato lo stesso De Fanis nei giorni scorsi a chiedere di essere ascoltato dal pm Giuseppe Bellelli. «Abbiamo chiesto di essere sentiti - ha detto l'avvocato ai cronisti- perche' era arrivato il momento di dare dei chiarimenti. Ci siamo accorti che il nostro attendere stava prestando il fianco a delle interpretazioni non corrette. Noi siamo venuti per fornire chiarimenti su tutto, non ci e' stato chiesto del contratto e quindi non si e' parlato di questo».
Sulla consegna di una busta ad un imprenditore al di fuori del palazzo della Regione, l'avvocato ha sostenuto che «la procura ha gia' ben chiaro questo passaggio, nel senso che non c' e' niente di anomalo. Conoscendo bene come sono andate le cose, e' una cosa assolutamente giustificata e giustificabile. La cosa non e' come si capisce dall'intercettazione».
Il legale dell'ex assessore ha infine detto che chiederà la revoca della misura cautelare nei prossimi giorni e di non averlo fatto oggi «perchè preferiamo che la procura riesamini bene quello che è stato detto nell'interrogatorio». I reati contestati dalla procura di Pescara sono concussione, truffa aggravata e peculato. L'inchiesta mira a far luce sulle modalita' di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina l'organizzazione, l'adesione, e la partecipazione a convegni, ed altre manifestazioni culturali. L'indagine ha preso il via dalla denuncia di un imprenditore, Andrea Mascitti, che si e' rivolto al Corpo forestale dello Stato.