SCONTRO SUI DEBITI

Cirsu spa ad un passo dal fallimento arriva il risanamento: rifiuta l’offerta Deco e paga i debiti

Solo pochi giorni fa l’offerta del gruppo della famiglia Di Zio

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GIULIANOVA. Il Cirsu probabilmente non fallirà. Nell’udiennza decisiva di domani gli amministratori del consorzio di rifiuti confermeranno la loro volontà di onorare ogni debito contratto con la società privata del gruppo Deco, Aia spa.
I soci del Cirsu spa hanno infatti approvato nei giorni scorsi il piano industriale e il piano di ristrutturazione dei debiti; sono stati aggiudicati la gestione della piattaforma per le raccolte differenziata, i lavori di realizzazione e la gestione della nuova discarica e i lavori di recupero e gestione dei volumi residui della vecchia discarica di Grasciano.
È stato inoltre affittato lo stabilimento per il riavvio del trattamento dei rifiuti indifferenziati. Si tratta di una serie di azioni messe a bando nei mesi scorsi e affidati di recente con evidenza pubblica.
Sono stati presentati questa mattina nella Sala Giunta della Provincia di Teramo i risultati del lavoro di risanamento aziendale di Cirsu SpA che il Consiglio di Amministrazione e i Sindaci dei Comuni Soci hanno condotto nel corso degli ultimi tre anni.
Di fatto domani scade il termine massimo di 180 giorni previsti dalla Legge Fallimentare per la presentazione del Piano a supporto del Concordato Preventivo (art. 161) e/o della Ristrutturazione del Debito (art. 182-bis).
In occasione dell’udienza della scorsa udienza il Giudice Delegato ha invitato «le parti a trovare un accordo non trascurando l’ipotesi di valutare un affitto di azienda in favore del creditore istante». L’udienza è stata aggiornata a domani, 10 dicembre, alle ore 10:00.
Il giudice tuttavia non era a conoscenza del fatto che proprio l’affitto del ramo di azienda era stato oggetto di bando e assegnazione per cui un accordo tra le parti era impossibile anche perché essendo il Cirsu società pubblica non ha il potere di trattativa con il privato.

VENERDI’ LA PROPOSTA DI DECO
Venerdì scorso tuttavia in una conferenza stampa convocata da Deco è stata illustrata la proposta che la società Aia aveva rivolto al Cirsu, offerta che da quanto si capisce è stata rifiutata dal consorzio di cui fanno parte 6 comuni del Teramano (Bellante, Giulianova, Morro d’Oro, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco, Roseto).
Nella conferenza stampa di venerdì l’amministratore di Aia, Alessandro Di Francesco, aveva detto che erano possibili solo tre scenari: pagamento dell’intera somma di 2.250.000 euro da parte di Cirsu; sottoscrizione del contratto di affitto d’azienda; sentenza di Fallimento di Cirsu SPA.
«Nel frattempo, da quando cioè Sogesa e Cirsu hanno gli stessi amministratori», è stato inoltre detto, «Cirsu SpA ha accumulato circa 8,6 milioni di debiti, compresi quelli pretesi dal fallimento Sogesa; dei quali oltre 760.000 € verso professionisti (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, Geometri, tecnici vari) che avrebbero dovuto permettere a Cirsu di compiere quegli atti amministrativi necessari a rimettere in esercizio il Polo prima delle scadenze di pagamento del proprio debito. Naturalmente, tutto ciò non si è verificato a causa della evidente incapacità dei nuovi amministratori. Di contro, lo scorso 28 Novembre Aia S.p.A. ha fatto pervenire una ufficiale proposta di affitto di azienda, che garantirà il rilancio del polo, il pagamento di tutti i debiti di Cirsu ed il riassorbimento dell’intera base occupazionale».
Questa mattina la conferenza stampa di risposta del presidente Cirsu, Angelo Di Matteo, che invece ha annunciato il piano di risanamento e dunque il pagamento del debito maturato con la società della famiglia Di Zio.
Un lavoro complesso –è stato detto- che, condizionato da una difficile situazione societaria, ha visto nel giugno 2012 il fallimento di Sogesa SpA, società mista pubblica controllata al 51% e con Aia SpA socio di minoranza al 49%.
Risultati che portano da subito nelle casse della Società più di 3,5milioni di euro (al netto di IVA) e circa 17milioni di euro (sempre al netto di IVA) nell’intero periodo 2014 – 2022.
«Questi numeri», si legge in una nota firmata dai vertici del Cirsu, «legittimano anche la nuova esperienza industriale che, per la sua strategicità provinciale e regionale, ha visto la Regione Abruzzo destinare, d’intesa con la Provincia di Teramo, circa 2,3 milioni di fondi Par Fas per il revamping dell’impianto di compostaggio all’interno del Polo tecnologico. La validità e la credibilità del lavoro svolto, hanno reso possibile la definizione di un progetto di ristrutturazione del debito (Art. 182bis della Legge Fallimentare) che ha ricevuto, a testimonianza della fondatezza del progetto, l’adesione della quasi totalità dei creditori, con l’eccezione di AIA SpA».
Occorre però avere il benestare del tribunale fallimentare e solo allora Cirsu SpA darà vita ad una nuova società pubblica che, così come auspicato dalla recente norma regionale di riordino del settore, concorrerà alla riorganizzazione delle aziende pubbliche operanti nella gestione dei rifiuti.

SOCIETA’ PUBBLICA
Cirsu SpA ha scelto di rimanere una società interamente pubblica, affidando all’esterno con procedure di evidenza pubblica la gestione del patrimonio impiantistico che, già dal prossimo gennaio, dovrebbe tornare operativa larga parte del Polo tecnologico con conseguente e graduale riassorbimento, così come comunicato al Prefetto della Provincia di Teramo, dei lavoratori ex Sogesa SpA.
Tali risultati, che provano il superamento dello stato di insolvenza, saranno rappresentati e documentati al Giudice Fallimentare nell’udienza del 10 dicembre 2013 relativa all’istanza intentata da AIA SpA (ex socio di minoranza di Sogesa SpA, che fa capo al gruppo Deco) nei confronti di Cirsu SpA.
Cirsu SpA, così come anche riferito nell’udienza prefallimentare del 12 novembre scorso, ha scelto un percorso di risanamento del debito e di rilancio del programma industriale che, stando solo agli esiti delle gare svolte, ha trovato l’apprezzamento delle mondo delle imprese.
«Importante è, in questo contesto», è stato spiegato in conferenza stampa da Angelo di Matteo, presidente Cirsu, «la scommessa del Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila che, a titolo di canone di anticipazione sulle attività che andrà a svolgere, si è impegnato da subito a versare nelle casse di Cirsu SpA oltre 3,1milioni di euro (a parte l’IVA)».

«PROPOSTA DI AIA IRRICEVIBILE»
Nel merito della proposta di AIA SpA di concessione in affitto degli impianti e dei beni di proprietà della Società, il Cirsu ha spiegato che non rientra nella strategia industriale del consorzio né è possibile affidare direttamente questo servizio violando leggi specifiche e chiare che prevedono l’evidenza pubblica.
«Nel merito dei contenuti», dice Di Matteo, «la proposta, che è articolata in un semplice schema di contratto di affitto di ramo di azienda, non è supportata da alcun progetto strategico e di prospettiva di crescita e di beneficio socio-economico-ambientale per i Comuni Soci e le collettività, compreso il riassorbimento dei lavoratori ex Sogesa SpA che, più che un impegno, rappresenta una dichiarazione di intenti. Il canone di affitto offerto a titolo di corrispettivo dell’affitto di azienda, infine, oltre a prescindere da qualsiasi stima del valore patrimoniale societario, appare, solo in relazione agli appalti che Cirsu SpA ha già aggiudicato, incongruo e fuori mercato».
In conclusione, in base ai principi che devono guidare l’Amministrazione della cosa pubblica, la proposta di AIA SpA non può, nella forma così come manifestata, essere presa in considerazione poiché fuori controllo pubblico, non rispettosa dei dettati di legge e non soddisfacente in termini economici e finanziari.
Per ragioni di diritto, il futuro di Cirsu SpA non può prescindere da un piano di ristrutturazione del debito, nei fatti inconciliabile con la proposta di AIA SpA che, se attuata, esporrebbe la Società per potenziale violazione della par condicio creditorum alle conseguenze penali della Legge Fallimentare.