OPERE E OMISSIONI

Gasdotto Tap, la rivolta del M5S: «nessun beneficio per l’Italia»

«La fretta del governo e del Pd è sospetta»

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ROMA. E' approdata ieri alla Camera dei Deputati la ratifica dell'accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica Greca e la Repubblica Italiana sul progetto TAP (Trans Adriatic Pipeline), siglato ad Atene il 13 febbraio scorso.
Il progetto per la realizzazione del gasdotto transfrontaliero, appartiene alla società svizzera Axpo (42,5 %), alla società norvegese Statoil (42,5%) e alla società tedesca E.ON Ruhrgas (15 %). Il punto di partenza dell’infrastruttura sarà situato in Grecia ed il percorso si svilupperà lungo l’Albania per approdare in Italia. Il gasdotto sarà lungo 800 km circa, di cui 105 km offshore nel mar Adriatico, e trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all’anno; in futuro si prevede un ulteriore incremento di 10 miliardi di metri cubi/anno.
I deputati a Cinque Stelle ieri hanno occupato i banchi del governo per protestare contro l'esame della ratifica e hanno accusato Dario Franceschini di aver mentito qualche giorno fa durante la conferenza dei capigruppo sostenendo che se l'Italia non avesse a breve ratificato il trattato sarebbe stata sanzionata.
«E’ falso!», hanno denunciato i pentastellati, «abbiamo studiato approfonditamente il caso e abbiamo scoperto che è falso».
Il deputato Alessandro Di Battista sostiene che «considerato il nervosismo del Governo e del Pd, sembrerebbe che qualche “amico degli amici” abbia degli interessi importanti nel Tap».

«Il Tap e' un'opera inutile, dannosa, pericolosa per la Puglia», denunciano ancora i parlamentari grillini. «Non e' stata fatta una valutazione di impatto ambientale da soggetti terzi, non porta gas all'Italia, verra' molto probabilmente finanziata con il sistema project bond 2020, un sistema che genera debito pubblico, oltretutto non da lavoro alle aziende italiane, infatti le aziende coinvolte sono straniere e il consorzio TAP e' registrato a Zugo, un cantone della Svizzera. Noi siamo intervenuti in aula, abbiamo chiesto il rispetto delle regole, della legge, del volere dei cittadini».
Il gasdotto, spiega il deputato abruzzese Daniele De Grosso, «parte dal mar Caspio, attraversa tutto l’ entroterra, il mare Adriatico per poi sbucare in Puglia. Da lì ci sarà un’ altra linea che porterà gas fino al nord Europa, perché qui si parla di fornitura di gas all’Europa, forse è bene chiarire che la linea non darà gas all’Italia che non ne beneficerà in alcun modo. Ma per i partiti è un’opera strategica ma di strategico non abbiamo visto nulla».
«La ratifica», denuncia ancora il deputato abruzzese del M5S, Daniele Del Grosso, «è arrivata con una certa violenza in aula, in fretta e furia, e sinceramente non ne abbiamo capito le motivazioni».
I parlamentari pugliesi chiedono che il consorzio costruttore del gasdotto TAP sia registrato in un paese del territorio italiano, quindi sottoposto a tassazione dei profitti nello stato italiano, e che non sia concessa alcuna forma di sostegno pubblico diretto o indiretto, italiano, europeo o internazionale al consorzio costruttore, alle banche o alle aziende coinvolte.
Se dobbiamo essere succubi delle solite regole del mercato, che almeno chi se ne avvantaggia non chieda contributi statali e paghi le tasse.

LO SPOT DELLA TAP