L'INCHIESTA

A Report ‘Casa Brunetta’, gli affari immobiliari dell’ex ministro

Lui ha annunciato querele già prima della messa in onda del programma

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ROMA. «Oltre a una grinta da leoni, l'ex ministro Renato Brunetta ha un fiuto impareggiabile per gli affari immobiliari. Dalla costiera amalfitana al parco delle 5 terre, passando per il patrimonio Inpdai a Roma, la storia di un politico col mattone nel cuore».
Ieri il programma Report si è occupato così delle case dell’ex ministro, quella di Ravello, acquistata nel 2003. «Quello che sappiamo», ha spiegato il giornalista, «è che Brunetta ha acquistato un'abitazione di tipo rurale con 2 vani e una di tipo civile di 4, e l’ha trasformata in un unico immobile di 11 vani classificato “popolare”. Sappiamo anche che non è mai stata riscontrata nessuna irregolarità, e che l'ha pagata appena 65.000 euro».
Report informa che a seguire in gran parte le pratiche che hanno accompagnato la trasformazione dell’immobile di Brunetta «è stato il geometra Nicola Fiore. Oggi è assessore di Ravello ed è stato rinviato a giudizio per un’ altra sanatoria sospetta». Ai tempi della ristrutturazione dell’abitazione di Brunetta, il sindaco era invece Secondo Amalfitano. «A Brunetta deve essere piaciuto così tanto che se l'è portato dietro come consulente al ministero della Pubblica Amministrazione, anche se di idee politiche avverse. È stato sindaco per il Pd ed è stato anche candidato alla Provincia per il partito democratico. Al fianco di Brunetta invece la carriera di Amalfitano è fulminante. E a luglio 2009 per lui arriva la presidenza di Formez Italia SPA: un duplicato dello storico Formez creato ad hoc dal ministro per organizzare i concorsi della pubblica amministrazione. Dopo pochi mesi, il cda della Fondazione Ravello, presieduto da Brunetta, promuove Amalfitano a segretario generale».
Ma le telecamere di Report vanno anche a Riomaggiore, provincia di La Spezia, dove Brunetta ha acquistato un rudere trasformato in villa.
«Anche stavolta l'ex ministro non ha acquistato attraverso una normale agenzia immobiliare», ha spiegato Report. «A fare da mediatore c’ha pensato l'allora presidente del Parco: Franco Bonanini, detto “il faraone”. Che poi è finito nei guai giudiziari».
Secondo quanto ricostruito dal programma di Milena Gabanelli «i magistrati sospettano che l’ex presidente del Parco delle Cinque Terre, Bonanini, avesse intenzione di coprire le spese di ristrutturazione del rudere con i fondi destinati alla ricostruzione post alluvione. La Procura dice che le azioni di Bonanini erano finalizzate ad ingraziarsi Brunetta ad insaputa sua».