PETROLIO A CASA NOSTRA

Trivelle: M5S, «politica collusa svende Abruzzo, ora basta»

Blitz a convention Confindustria e manifestazione a Teramo

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ABRUZZO. «Il Paese e la nostra regione sono ormai svenduti da una classe politica collusa e compiacente e presi in ostaggio dai creditori internazionali e dalle multinazionali. Il quadro è chiaro: hanno declassato l'Abruzzo da 'regione dei Parchi' a distretto petrolifero».
Il Movimento 5 Stelle Abruzzo scende di nuovo in campo contro la deriva petrolifera e annuncia che martedì interverrà alla convention di Confindustria a Pescara, per fare alcune domande all'ad di Medoilgas e per rappresentare quei 40mila cittadini che lo scorso 13 aprile sfilarono in strada contro le trivellazioni. Promossa, inoltre, una nuova manifestazione, dal titolo 'Montepulciano sì, petrolio no', che si svolgerà a Teramo il prossimo 24 novembre, prevedendo, tra l'altro, un sit in sotto casa del governatore, Gianni Chiodi.
L’appuntamento è alle ore 15.30 con il raduno davanti alla Camera di Commercio. Alle 16.00 inizio corteo, ore 17.00: arrivo piazza s. Anna, fino alle 18 sit in con degustazione Montepulciano, alle 18:30 inizio tavola rotonda.
A fare il punto della situazione, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, sono stati il deputato abruzzese Gianluca Vacca, Attilio Falchi, Maria Laura Frattarelli e Fabio Berardini, attivisti del gruppo teramano, tra gli organizzatori dell'iniziativa, Massimo Melizzi e Massimo Di Renzo, del gruppo pescarese. «La sfida - hanno affermato i presenti - è appena iniziata: in una macabra partita a scacchi, le multinazionali ora vogliono l'avanzamento degli iter amministrativi delle richieste terrestri di concessione per la ricerca di idrocarburi su un territorio che copre circa il 50% di quello complessivo regionale».
Gli attivisti ricordano, tra l'altro, le istanze di concessione 'Colle dei nidi', 'Villa Carbone', 'Villa Mazzarosa', 'Cipressi' e 'Corropoli', alcune delle quali con "avanzato iter autorizzativo". 

«Il prezzo da pagare sulla nostra pelle sarà altissimo e, dopo il prosciugamento di queste pozzanghere - hanno sottolineato - alla cittadinanza locale non resterà niente se non un territorio devastato, con scorie e inquinamento che potrebbero riversarsi perfino sulla catena alimentare». Proprio per questo la popolazione ha deciso di mobilitarsi anche nel Teramano, zona in cui si produce il 'Montepulciano d'Abruzzo colline Teramane’.
E il M5S ha inviato a Chiodi un invito a partecipare alla tavola rotonda “Agricoltura senza petrolio: slogan o realtà”, che si terrà il 24 Novembre 2013 alle ore 17.30 a Teramo, presso la sala congressi dell'Hotel Abruzzi.
«Sulle trivellazioni nella nostra regione, non è più il momento di tatticismi politici o di lasciare adito a dubbi, riguardo l'impegno in difesa della popolazione che Lei, governatore Chiodi, è obbligato a tutelare», dicono i 5 Stelle.
«Chi poi parla di "sviluppo" dice il falso: non c'è stato in Basilicata, regione già deturpata da queste attività; e quando i petrolieri se ne saranno andati dopo aver spremuto fino all'ultima goccia di petrolio, prendendosi gli utili, alla popolazione resteranno solo i problemi, in primis l'inquinamento e le scorie».

CHIAVAROLI(FI): «NO CORTEO SOTTO CASA DI CHIODI»

«In questi cinque anni di governo regionale abbiamo impedito con atti e provvedimenti del presidente Chiodi e della nostra maggioranza la petrolizzazione dell'Abruzzo. I grillini pensano erroneamente il contrario e sono liberi di farlo, perchè, malgrado loro, siamo in democrazia». E' quanto afferma Riccardo Chiavaroli, consigliere regionale di Forza Italia. «Leggo con sconcerto, però, - prosegue Chiavaroli - che i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle terranno una manifestazione anti-petrolio sotto l'abitazione privata del presidente Chiodi. Vabbè che costoro sono i cattivi alunni del sessantottino "il pubblico è privato" ma in tal modo davvero si degrada la battaglia politica, trasformandola in ingiustificabile attacco alla persona».

«Mi auguro - conclude Chiavaroli - che i grillini, soprattutto quelli oggi presenti nelle istituzioni, annullino tale sciagurata decisione e si limitino a protestare nelle sedi pubbliche; altrimenti, visto che anch'io avrei qualcosina da dire a costoro, spero mi vogliano fornire, in ossequio alla loro decantata ma mai praticata trasparenza, gli indirizzi delle loro abitazioni, così da poter ricambiare affettuosamente in maniera non violenta la loro visita».