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FILIPPINE, 10.000 MORTI PER IL TIFONE HAIYAN

Non si esclude che ci siano anche italiani

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FILIPPINE. E' di 10.000 persone morte il bilancio del supertifone Haiyan, uno dei più violenti mai registrati nelle Filippine.

E' in preda al caos la regione maggiormente colpita dal tifone Haiyan nelle Filippine, con centinaia di persone disperate che si sono date ai saccheggi per procurarsi cibo, medicinali ed altri generi di prima necessità.
Nelle periferie di Tacloban, dove le vittime sono centinaia, i superstiti entrano nelle case, razziano ciò che trovano per fare scorta. Un uomo ha raccontato ai media internazionali di essere riuscito, in mezza giornata, a riempire il suo zainetto di spaghetti, lattine di birra, sapone, biscotti e dolci.
Intanto 600mila persone sono state evacuate in Vietnam dove l'arrivo del supertifone è previsto per lunedì mattina, 24 ore dopo rispetto a quanto inizialmente previsto. 200.000 persone, invece, sono state autorizzate a rientrare nello loro case a causa di un cambiamento di traiettoria del tifone. Haiyan si è indebolito nel passaggio attraverso il mar della Cina del Sud. Dovrebbe essere retrocesso alla categoria 1 quando toccherà la costa del Vietnam lunedì mattina.

«Siamo stati sommersi dall'acqua, per ore sballottate dai venti terribili, mentre il buio ci avvolgeva», ha raccontato un sopravvissuto. «Poi siamo riusciti a vedere la terra, era la spiaggia, piena di cadaveri».
«La mia famiglia, 11 persone, è letteralmente scomparsa», racconta invece una donna incinta, «tutto è stato spazzato via, la mia casa è uno scheletro».
L'ambasciatore italiano a Manila ha comunicato che non ci sarebbero italiani tra le vittime mentre il ministro degli Esteri, Emma Bonini, ha riferito che «l’Unità di crisi, in attività dai primi momenti, non mi ha comunicato nulla: però è troppo presto per escludere presenze di italiani tra i dispersi. Per quanto ne sappiamo finora non ci sono nostri connazionali, ma l'entità del disastro è tale per cui dobbiamo ancora verificare»