SERIE B

Pescara: i soliti limiti. Avanti di 2 reti si fa rimontare sul 3-3 nel finale dal Brescia

Amaro Marino nel post-gara: «meritavamo di più. Rimonta peggiore di una sconfitta»

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PESCARA. Il Pescara inizia male, rimonta alla grande sul 3-1 e dopo un finale di gara folle si fa agguantare sul 3-3 dal Brescia. Nel primo tempo vantaggio delle rondinelle con Grossi al 21esimo e rimonta biancazzurra di Mascara e Ragusa al 36esimo e 44esimo minuto. Nella ripresa il tris di Politano all'undicesimo prima del 3-3 finale per effetto delle marcature di Caracciolo ed autogol di Zauri rispettivamente al 30esimo e 49esimo.
Solito Pescara dai 2 volti nel corso della gara, buona solo a tratti e rovinata dalle solite amnesie difensive e da una gestione approssimativa della sfera negli ultimi cinque minuti della gara in superiorità numerica. I biancazzurri pagano a caro prezzo quelli che fin'ora sono i limiti maggiormente evidenziati in questo primo quarto di stagione: condizione fisica lontana da livelli accettabili per 90 minuti e mancanza di lucidità nel gestire la partita nei momenti chiave della contesa.
Nel primo tempo primi 20 minuti di grande equilibrio, scossi dal gran gol su punizione di Grossi. Il vantaggio momentaneo del Brescia ha scosso il torpore di un Pescara fino a quel momento immobile ed incapace di affacciarsi dalle parti di Cragno. Reazione soprattutto nervosa e risultato meritatamente ribaltato nella coda del primo tempo.
Nella ripresa il cambio tattico importante di Bergodi, passato dal più coperto 3-5-2 al più offensivo 4-3-1-2 con l'ingresso di Juan Antonio in luogo di Mandorlini, ha conferito più pericolosità alle rondinelle ma maggiore fragilità in difesa. Con spazi più ampi il Pescara ha avuto l'abilità e la lucidità di sfruttare la velocità Politano, innescato spesso e volentieri dalle verticalizzazioni sempre velenose e puntuali di Brugman.
Storia a parte poi meritano gli ultimi 20 minuti, nel quale i soliti limiti fisici e caratteriali del Pescara, assolutamente incapace di gestire la gara, hanno permesso al Brescia prima di rientrare in partita e poi di pareggiare i conti a tempo quasi scaduto.

MARINO MASTICA AMARO: «QUESTO PAREGGIO È PEGGIO DI UNA SCONFITTA»

Nel post-gara non ha nascosto la propria amarezza Pasquale Marino. Due punti letteralmente gettati alle ortiche grazie ad un finale di gara da harakiri perfetto degli adriatici: «abbiamo fatto una buona gara fino al 70esimo ed abbiamo concesso pochissimo agli avversari. Poi negli ultimi minuti il Brescia è venuto fuori trascinato da un grandissimo Caracciolo. Un giocatore di un'altra categoria per qualità tecniche e caratteriali».
«La prestazione è stata comunque soddisfacente» – chiude Marino – «ci siamo difesi con ordine, peccato per il finale di gara incredibile nel quale abbiamo commesso troppi errori. Dispiace perché essere rimontati in questo modo è peggio di una sconfitta».

FORMAZIONI E PRE-GARA: IL RICORDO DEL VIGILE DEL FUOCO EROE

Nel Pescara non ce la fa Maniero, inizialmente in panchina per qualche piccolo guaio fisico. In difesa Zuparic vince il ballottaggio con l'acciaccato Cosic per sostituire l'infortunato Schiavi. Per il resto Marino conferma lo stesso undici che sette giorni fa ha superato in trasferta la Reggina. Zauri, Bocchetti e Zuparic a protezione della porta di Belardi. A centrocampo Brugman e Rizzo centrali con Rossi e Balzano sulle fasce. In attacco Politano e Ragusa ai lati di Mascara.
Nel Brescia l'ex Bergodi schiera un versatile 3-5-2 con il compito di pungere affidato al tandem Caracciolo-Sodinha. A centrocampo l'altro ex Coletti gioca vertice basso a schermo della difesa guidata dall'esperto Paci. Arbitra Mariani della sezione di Aprilia davanti a circa 7.500 spettatori.
Prima del match il patron della Pescara calcio Daniele Sebastiani ha consegnato un mazzo di fiori alla moglie del vigile del fuoco Maurizio Berardinucci, scomparso a Roma nei giorni scorsi a seguito delle gravi ferite riportate a seguito dell'incidente avvenuto il cinque luglio scorso a Villa Cipressi di Città Sant'Angelo per lo scoppio di una fabbrica di fuochi artificiali. I funerali di Berardinucci si svolgeranno questa mattina alle ore 10,00 alla cattedrale di San Cetteo a Pescara. A gara in corso anche diversi striscioni dello stadio in segno di tributo del vigile eroe.

PRIMO TEMPO. LAMPO DI GROSSI NEL NULLA POI È SOLO PESCARA (2-1)

In avvio ritmi blandi e gara che scivola via sui binari dell'equilibrio. Dopo 21 minuti del nulla più assoluto con tanto possesso palla improduttivo per i biancazzurri, al 21esimo lampo di Grossi che direttamente su calcio di punizione da oltre 25 metri sorprende Belardi all'incrocio dei pali per il vantaggio del Brescia.
Al 25esimo reazione del Pescara. Dalla destra slalom in area di Ragusa e pallone nel mezzo per Mascara, anticipato di un nulla in corner dall'intervento in scivolata di Paci.
Al 28esimo Caracciolo dal limite conclude debole tra le braccia di Belardi.
Al 29esimo contropiede interessante del Pescara concluso da Mascara che in diagonale sfiora il palo alla destra di Cragno.
Al 36esimo il pareggio del Pescara. Su calcio di punizione dal limite di Mascara, deviazione decisiva della barriera e palla in rete alle spalle di Cragno.
Al 43esimo la rimonta del Pescara è completata. Splendida intuizione di Rizzo per il taglio nel mezzo di Ragusa che al volo insacca. Al duplice fischio il pubblico di fede biancazzurra applaude la reazione veemente degli adriatici, in vantaggio al riposo dopo lo 0-1 di Grossi al minuto 21.

SECONDO TEMPO. POLITANO È LETALE MA LA FOLLIA FINALE ROVINA TUTTO (3-3)

Al quinto occasione solare per il pari del Brescia. Cross in area per la testa di Caracciolo, sponda precisa per la battuta a colpo sicuro di Juan Antonio: decisivo Balzano a salvare la porta di Belardi.
Al nono Sodinha dal limite non impensierisce più di tanto l'estremo difensore biancazzurro.
All'undicesimo il tris del Pescara è servito. Spunto irresistibile di Politano che dal limite aggancia un buon pallone, brucia in progressione un paio di avversari e realizza alla sinistra di Cragno.
Al 14esimo destro di Brugman e palla fuori non di moltissimo.
Al 18esimo errore in disimpegno di Balzano, apertura di Sodinha sulla destra per la rasoiata di Juan Antonio che termina di poco sul fondo.
Al 29esimo contropiede del Pescara e tocco all'indietro di Paci ad anticipare Cutolo che per poco non si insacca alle spalle di Cragno.
Al 31esimo il Brescia accorcia le distanze. Magia di Caracciolo da posizione decentrata e palla all'angolino basso destro dove Belardi non può arrivare. 3-2 e finale tutto da scrivere.
Al 34esimo azione di alleggerimento di Balzano che da oltre 25 metri non inquadra lo specchio della porta.
39esimo episodio chiave per il finale di gara. In contropiede Rossi viene steso da Zambelli che riceve il secondo giallo di giornata: espulsione e Brescia in 10 nella coda di gara.
Al 48esimo colpo di reni di Belardi su tiro a giro di Caracciolo.
All'ultimo assalto, nell'ultimo minuto di recupero la doccia fredda del pareggio bresciano. Saltano le marcature in area, ponte aereo di Caracciolo nel mezzo per Di Cesare che in mezzo ad un nugolo di maglie biancazzurre ostacola Zauri per il più goffo degli autogol. 3-3 finale e grande delusione per il pubblico dell'Adriatico per 2 punti gettate alle ortiche in vantaggio di 2 reti ed in superiorità numerica negli ultimi minuti di gara.
In classifica il Pescara resta invischiato nelle zone basse con un misero punticino di vantaggio sulla quintultima piazza. Sabato prossimo l'undici di Marino è impegnato in trasferta a Cittadella.

TABELLINO

PESCARA (3-4-3): Belardi; Zauri, Zuparic, Bocchetti; Rossi, Rizzo, Brugman, Balzano; Ragusa (23'st Cutolo), Mascara (40'st Maniero), Politano (37'st Viviani). A disposizione: Pigliacelli, Frascatore, Vukusic, Fornito, Cosic, Padovan. Allenatore: Marino.
BRESCIA (3-5-2): Cragno; Di Cesare, Paci, Budel (43'st Saba); Scaglia, Coletti, Grossi (25'st Oduamadi), Mandorlini (1'st Juan Antonio), Zambelli; Sodinha, Caracciolo. A disposizione: Arcari, Minelli, Finazzi, Lancini, Nana, Camigliano. Allenatore: Bergodi.
ARBITRO: Maurizio Mariani della sezione di Aprilia. Presenti sugli spalti circa 9.000 spettatori.
 
Andrea Sacchini