VELENI E INGANNI

Vacca (M5S) contro i partiti: «avete contaminato l’Italia insieme ad industriali senza scrupoli»

Il caso Bussi ancora in Parlamento

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PESCARA. «Quanto vale un posto di lavoro? 3, 4 morti e 10, 20 malati di tumore?»
Lo ha domandato ieri in aula il deputato pescarese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca nel corso della discussione delle mozioni inerenti iniziative per una politica industriale volta alla riqulificazione e alla reindustrializzazione dei poli chimici. Inevitabile il riferimento alla questione di Bussi.
Durissimo l’attacco di Vacca ai partiti: «voi avete barattato il lavoro con la salute dei cittadini (Taranto docet). O ancora, «l'Italia, ormai, è una nazione contaminata a causa di anni di connivenza tra politica e alcuni industriali senza scrupoli, troppo spesso con annesse mazzette o finanziamenti diretti ai politici».
Per poi aggiungere «l'Italia è una nazione da bonificare, realmente ma anche metaforicamente (dai voi partiti)».
Vacca ricorda come nel decreto del fare si sia tentato anche di eliminare il fatto che le bonifiche debbano essere a carico di chi inquina, «per voi il principio "chi inquina paga" non dovrebbe valere in Italia..».

IL CASO ABRUZZESE
Vacca ha poi portato in aula i numero impressionanti del caso Bussi: «in una zona estesa quanto decine di campi di calcio, sono statie rinvenute 500 mila tonnellate di veleni frutto di decenni di sotterramenti abusivi, con superamenti dei limiti di legge di enorme entitá: il cloroformio 453.333 volte oltre i limiti, il tricloroetilene 193.333 volte superiore, mercurio 2.100 volte nella falda superficiale; il diclorometano 1.073.333 volte in falda, il tetracloruro di carbonio di 666.667 supriore. Questi inquinanti sono stati trovati anche nell'acqua che arrivava nelle case di 500 mila (più di un terzo della popolazione regionale) della val Pescara. Chissà per quanti anni noi abruzzesi abbiamo bevuto acqua contaminata. Tutti sapevano cosa accadesse in quella valle, ma nessuno, tantomeno i rappresentanti dei partiti, parlava. Anzi, all'inizio dello scandalo i signorotti locali, ben rappresentati nel partito dell'acqua, sminuivano il disastro».