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PICCONE SBOTTA: «VADO A DORMIRE, STUFO DELLE CAZZATE CHE SI DICONO IN PARLAMENTO»

Colletti (M5s): «venga al Vday»

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ROMA. Sono le 23.31 di mercoledì sera. Alla Camera si continua a discutere da ore. C’è chi segue a stento, chi si lascia coinvolgere dagli argomenti, chi telefona, chi legge chissà cosa sul tablet.
E c’è anche chi chiede la parola per sbottare, come il deputato abruzzese e sindaco di Celano, Filippo Piccone (Pdl) che evidentemente aveva raggiunto il limite della sua sopportazione.
«Volevo solo avvisarla», dice riferendosi al vice presidente della Camera che gli dà la parola, «che sto andando a dormire perché mi sono stufato di sentire le cazzate…»
A questo punto il microfono viene spento e l’aula rumoreggia. Interviene un altro deputato abruzzese, Gianluca Colletti (M5S) che se la prende con Piccone ma anche con chi non lo ha richiamato. «Capisco che quest’aula sta diventando un po’ troppo libertina, e magari ce ne assumiamo anche le responsabilità però non so se ad alcuni deputati è consentito dire parole come cazza…, vaffa…, non ce la prendiamo ma invitiamo Piccone al Vday dove potrebbe essere il soggetto principale …nei ritagli di tempo in cui non fa il sindaco e non fa il deputato. Magari un richiamino…» da parte della presidenza, suggerisce Colletti citando l’articolo 8 del regolamento della Camera. «Gli ho spento il microfono», ribadisce la vice presidente, «non andiamo a peggiorare la situazione».