FENOMENI

Abruzzo. Fortezza Civitella, ecco il "lamento" registrato nel pozzo del suicida

Gli ‘acchiappafantasmi’ rilevano anomalie e registrano suoni

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TERAMO. I rilevatori hanno captato «lamenti» e picchi di «campo elettromagnetico».
A Sant'Omero il team Epas (European Paranormal Activity Society) tornerà per studiare fenomeni paranormali nei siti segnalati. Lì c'era da sfatare il mito dei lupi mannari che secondo la leggenda si aggiravano presso la vecchia fonte, dove le fanciulle andavano a lavare i panni e li venivano aggredite.
A Civitella del Tronto, invece, il team di "acchiappafantasmi" ha ottenuto risultati che definiscono loro stessi «sorprendenti».
Il mistero che si cela nella fortezza borbonica s'infittisce e aiuta ad alimentare il mito di una costruzione storica quanto meravigliosa. E grazie al web ognuno può ascoltare e giudicare i risultati raccolti.
Secondo i ricercatori, che nei mesi scorsi sono entrati all’interno della fortezza, gli strumenti avrebbero captato lamenti che provenivano dal «pozzo del suicida». Realtà o bufala al territorio non resta che sperare in risvolti positivi da incasellare alla voce ‘marketing territoriale’.
La domanda dalla quale si era partiti l’estate scorsa, quando i ghostbuster sono entrati in azione, era una di quelle che da sempre alimentano le fantasie dei cultori del paranormale: c’è vita notturna nella fortezza?

La struttura è stata aperta ai ricercatori dal Comune («che non ha speso un euro per questa iniziativa»), in orario di chiusura al pubblico: si è proceduto al monitoraggio di tutti gli ambienti attraverso l’installazione di 8 telecamere fisse agli infrarossi, microfoni panoramici ed Evp, videocamere Full Spectrum con visione notturna, fotocamere agli infrarossi e ultravioletti, rilevatori di onde elettromagnetiche, geofoni e altre strumentazioni.
«Siamo stati attratti nella zona bagni, da un forte rumore conseguente ad un rilievo di campo elettromagnetico (un picco) da parte del nostro strumento chiamato KII», racconta il presidente Epas, Massimiliano Maresca.
«In questo punto, abbiamo fatto delle sessioni di Evp (Electronic Voice Phenomena) per imprimere con un registratore sensibile eventuali voci elettroniche che erano nell'ambiente circostante. Un altro strumento e' stato messo nella grotta insonorizzata inserendo un microfono panoramico molto sensibile. Qui i rumori sono assorbiti dalle pareti della grotta che risulta totalmente asettica eppure si sono sentiti tre colpi ben distinti sul microfono e nella grotta non c'era nessuno. Ma l'esperimento piu' eclatante lo abbiamo svolto vicino ad un pozzo dove negli anni Sessanta un ragazzo si e' suicidato. Abbiamo sempre usato il KII ed abbiamo iniziato a fare domande come se stessimo parlando con una persona presente, facendo conto che in quel momento vi fosse lo spirito del ragazzo. Ad ogni domanda il KII si accendeva... nel contempo si sono sentiti dei terribili lamenti».