PETROLIO A CASA NOSTRA

Imu, bocciato emendamento del M5S. Salve le piattaforme petrolifere

Non dovranno pagare l’imposta municipale come tutte le altre attività produttive

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ABRUZZO. Ci hanno provato ma non ci sono riusciti.
Il Movimento 5 Stelle ha proposto ieri un emendamento al disegno di legge ‘Disposizioni urgenti in materia di IMU’ affinché l’Imposta Municipale Unica venisse applicata anche agli immobili costruiti su strutture artificiali ubicate nel mare territoriale, come nel caso delle piattaforme petrolifere.
La questione è semplice, secondo i parlamentari pentastellati i colossi petroliferi che fanno profitti miliardari «con grave impatto ambientale» dovrebbero pagare le tasse come tutte le altre attività produttive. Ecco perché hanno presentato l’ emendamento finalizzato a far sborsare l'imposta anche alle piattaforme petrolifere in mare.
La strada sembrava difficile ma non impossibile anche a causa di una sentenza della Cassazione che ha riconosciuto il potere impositivo del Comune sulle acque territoriali. I giudici si sono infatti espressi così in una causa che riguardava il Comune di Pineto che nel 1999 contestò all’Eni «l’omesso pagamento dell’imposta comunale sugli immobili» relativamente a quattro piattaforme localizzate nelle acque territoriali del Mare Adriatico.
Circa 17 milioni di euro in tutto (sanzioni e interessi compresi) la somma richiesta dal Comune per i cinque anni precedenti (’93-’98). La Commissione tributaria provinciale di Teramo (2001), poi quella della Regione Abruzzo (2003) diedero ragione all’Eni. La Cassazione riconobbe il potere impositivo e rinviò le carte alla Commissione tributaria regionale d’Abruzzo che diede però ragione ancora una volta all’Eni.
Le piattaforme non sono accatastabili, dunque i presupposti per imporre l’Ici sono carenti. Nel novembre 2012 la Commissione regionale del Molise ha dato però ragione al Comune di Termoli: l’Edison deve versare nelle casse del Comune molisano 9 milioni di euro

IERI IL NO DELL’AULA
«I partiti di maggioranza, Pd, Pdl e Scelta civica», denunciano i deputati abruzzesi Andrea Colletti, Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso, «hanno votato contro l’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle, favorendo così le compagnie petrolifere e dimostrando ancora una volta di privilegiare gli interessi delle grandi lobby a discapito dei cittadini e delle piccole-medie imprese».
«Questo dimostra», continuano gli esponenti del M5S, «che le parole dette dai vari politici abruzzesi di maggioranza che si sono detti pronti ad impegnarsi a bloccare progetti quali quelli di “Ombrina” sono semplici proclami elettorali non suffragati da fatti quando si entra all’interno delle istituzioni parlamentari».