CURE E INCERTEZZE

Stop a Stamina: malati in piazza, mamma tenta suicidio

Lorenzin: «non si parli più di cura»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4203


ROMA. All'indomani dello stop ufficiale alla sperimentazione del metodo Stamina ideato da Davide Vannoni con l'utilizzo di cellule staminali mesenchimali, le polemiche non si placano e la vicenda continua a dividere.
Da un lato le associazioni dei malati e le loro famiglie, pronte a scendere in piazza a sostegno della libertà di cura, dall'altro i ricercatori che ribadiscono la mancanza di scientificità della metodica e sostengono la decisione di blocco della sperimentazione presa dal ministero della salute.
Lo stesso ministro Beatrice Lorenzin conferma la scelta fatta: «Sarà la magistratura a decidere se i pazienti trattati a Brescia potranno proseguire il trattamento, ma non parliamo più di cura, non siamo neanche nell'ambito delle cure compassionevoli ma di un trattamento». I «massimi esperti in terapie cellulari che componevano il comitato scientifico, dopo aver analizzato il metodo ci hanno indicato il rischio di pericoli», ha ribadito.
I ricercatori sostengono la decisione: «La vicenda Stamina avrebbe dovuto concludersi già 15 mesi fa, con l'ordinanza dell'Agenzia Italiana del Farmaco», afferma Paolo Bianco, dell'università Sapienza di Roma, secondo il quale Stamina rappresenta «un'operazione commerciale che specula su malattie senza rimedio e punta a creare un mercato per medicinali fasulli e inutili, allentando la vigilanza regolatoria».
Anche per Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa 'Stefano Ferrari' dell'Università di Modena e Reggio Emilia e fra i pionieri delle ricerche sulle cellule staminali in Italia, è stato «inevitabile lo stop alla sperimentazione: è una posizione forte della quale i giudici, che non hanno conoscenze tecniche adeguate, dovranno tenere conto. Così come alcuni giornalisti che hanno fatto solo disinformazione».

LA PROTESTA DEI MALATI
Sul fronte opposto i malati, pronti a protestare in piazza. Ieri a Roma, davanti Montecitorio, si sono commemorati i bambini morti in attesa di poter ricevere il trattamento, e domenica 13 ottobre si terrà a Firenze un corteo di sensibilizzazione per il diritto alle cure compassionevoli. Il Movimento dei malati 'Vite Sospese' e 'Sicilia Risvegli onlus' hanno invece annunciato che scenderanno in piazza a Palermo il 29 ottobre. Lo stop alla sperimentazione ha ieri spinto una donna siciliana di 52 anni, madre di un ragazzo gravemente malato, a tentare il suicidio. La donna aveva incontrato a Ragusa l'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, per sottoporle il caso del figlio. L'assessore aveva annunciato una visita in Sicilia di Davide Vannoni per firmare un protocollo per permettere il trattamento in alcuni ospedali siciliani. Ma il 'no' del ministero ha bloccato tutto.

LA PAGINA FACEBOOK PIENA DI INSULTI
E in queste ore prosegue ininterrotto il flusso dei messaggi dei malati che vorrebbero accedere al metodo sul profilo Facebook del ministro della Salute, che ha loro risposto sempre da Facebook ribadendo le ragioni dello stop. Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, prepara intanto una 'contromossa': è in preparazione un 'dossier' con i dati clinici e gli esami strumentali relativi ai 36 pazienti in trattamento a Brescia. Il fascicolo sarà consegnato entro novembre al Tar della Lombardia, che dovrà appunto decidere se questi pazienti potranno o meno proseguire le infusioni con le staminali.